Fece impiccare, accusati di congiura, 6 appartenenti alle famiglie più in vista di Roma. In realtà due di essi erano stati graziati ma il papa non poté firmare l'atto di grazia perché al momento dell'esecuzione era ubriaco fradicio.
Da quando è Niccolò papa e assassino
abbonda a Roma il sangue e scarso è il vino.
"Baroni"
Orsini Colonnesi e Frangipani
Riscuoton oggi e pagano domani.
Più assai che peste, papi ed imperiali,
più assai che fame, galli e aragonesi,
più a Roma son assai crudi e fatali
Savelli, Orsini Cenci e Colonnesi.
Oggi è il Colonna guelfo?... ed è l'Orsino
feroce ghibellino;
L'Orso domani segue il pastorale?...
E' Colonna imperiale!
Callisto III - Alfonso Borgia (1455 - 1458)
Grande nepotista
Ai poveri suoi apostoli la Chiesa
aveva lasciato Cristo;
preda dei ricchi suoi nipoti è resa
oggi dal buon Calisto.
Paolo II - Pietro Barbo (1464 - 1471)
Per la sua ignoranza e il lusso smodato
Di Papa Paolo il capo è vuoto: è' giusto
quindi che sia di gemme e d'oro onusto.
Sisto IV - Francesco della Rovere (1471- 1484)
Per la sua rapacia, lussuria, frodi ed eccidi
Requie il diavolo accordi a papa Sisto,
Al diavolo fedele, ostile a Cristo.
Sisto, sei morto alfine: ingiusto, infido giace
chi la pace odir tanto in sempiterna pace.
Sisto sei morto alfine: e Roma ecco in Letizia,
che te regnante, fame soffrì, stragi e nequizia.
Sisto sei morto alfine: tu di discordia eterno
motor fin Dio, scendi nel cupo inferno.
Sisto sei morto alfine: in ogni inganno destro,
in frodi, in tradimenti altissimo maestro.
Sisto sei morto alfine; orgia di sozzi pianti
ti dan ruffian, cinedi, meretrici e baccanti.
Sisto sei morto alfine: obbrobrio e vituperio
del papato, sei morto alfine: Sisto, è vero?
Sisto sei morto alfine: su, su, gettate a brani
le scellerate membra in pasto ai lupi e ai cani!
Di usure, d'omicidi e di rapine
Roma, regnando Sisto, è stata scena,
di stragi e di ruine.
Ogni delitto alfine oggi è sparito:
Sisto, feroce e insaziata iena,
con sé l'ha seppellito.
Perché tanto onorevoli funerali, Sisto?
Ogni preghiera è vana per uom sì infame e tristo!
Irrise, mentr'ei visse, uomini, Santi e Dio,
e bestemmiò imprecando, allor che si morìo.
Or giace: al cielo e al diavolo in egual modo inviso
Oh, se alcun di sua madre l'avesse in grembo ucciso!
Innocenzo VIII - Giovanni Battista Cibo (1484 - 1492)
Il nome d'Innocenzo che prendesti
non ti si affà per niente;
è meglio che pei posteri tu resti
col nome di Nocente.
Per aver dato in moglie al figlio Franceschetto Cibe Maddalena deì Medici in cambio della porpora cardinalizia al fratello di lei, Giovanni, di soli 15 anni, che diverrà papa col nome di Leone X.
Per congiunger la Medici
al figlio Franceschetto,
Innocenzo la porpora
donava a un ragazzetto.
Se è ver che il Samto Spirito
fa il papa sovrumano
in questo, il Santo Spirito
l'ha fatta da mezzano.
Per le sue libidini
Lode a Innocenzo rendere,
Quiriti! Ben si debbe
ché dell'esausta patria
la prole ei stesso accrebbe!
Otto bastardi ed otto fanciulle ha generato
Nocente, e della patria Padre sarà chiamato.
Epitaffio
Libidine, avarizia, ignavia e gola
son tutte acchiuse in questa tomba sola.
Alessandro VI - Rodrigo Borgia (1492 - 1503)
Aveva sullo stemma un bue e quando fu eletto apparve questa pasquinata:
Predixi tibi papa bos quod esse
La particolarità è che, a seconda di dove si mette la virgola può essere tradotta in questi modi:
Ti predissi che saresti stato un papa bue
Ti predissi, o papa, che saresti stato un bue
Ti predissi, o bue, che saresti stato papa
Come il popolo stimava i Borgia
Son questi i Borgia in ver sul buon cammino,
oprando gesta gloriose e degne
del serpente, di Giuda e di Caino.
Per la vendita di cappelli cardinalizi
Vende Alessandro altari e Chiavi e Cristo
e ben lo può, ché pria ne fece acquisto.
Cesare , figlio del papa, aveva fatto uccidere il fratello Duca di Gandia; Alessandro VI ne fece ripescare il corpo dal Tevere.
D'uomini pescator noi ti crediamo
papa fra tutti i preti,
poiché il figliol pescare ti vediamo
con le tue stesse reti.
Per le stragi nelle Marche e nelle Romagne
Or che preda del fuoco e delle spade
son l'itale contrade,
ecco, Alessandro sesto, or puoi gioire :
Ora puoi morire.
Per il giubileo del 1500
Mentre Alessandro agli uomini
schiude del ciel la via
con stragi e con infamie
all'Erebo si avvia.
In morte del papa
La causa della morte? Velen, perdio, veleno,
che per l'umano genere vita e salvezza fu.
E ancora
C'è da stupirsi se un vomito ha assalito
di nero sangue il Borgia in agonia?
E' il sangue che ingoiava e, digerito,
dall'empie fauci gorgogliando uscia.
E ancora
Furie, perché del sangue e dell'eccidio l'orgia
cessò d'un tratto e pace e gioia ne arride?
E' morto Borgia!
Giulio II - Giuliano Della Rovere (1503 - 1513)
Il papa guerriero
Meglio che le chiavi dové la sorte
darti la clava per menare morte
E ancora
Ritorna, o padre santo, al tuo San Pietro,
e stringi il freno al tuo caldo destre,
che gir per dare in segno e poi fallire,
reca altrui più disonor che stare addietro.
Pastor, sta nel tuo loco,
che non è poco governar ben Roma,
e del manto tener para la soma.
Per la vendita delle indulgenze
Un fraudolento mercator si sa,
è papa Giulio che ai baggei vendé
quel ciel che, per se stesso egli non ha.
La sua anima non trova pace neanche dopo morto
"Sei tu nel ciel?".
"Vuoi tu che nel ciel sia, se mai non potei far che in Dio credesse!"
"Se tu dove si purga ogni opra ria?"
"No, che mie colpe in Dio son tutte impresse!"
"Sei nell'inferno?"
"No, Dio tema haria che in quel di nuovo contra lui movesse!"
"Dunque, ove sei?"
"Pensa, ridotto ho Dio, che non sa dar albergo allo spirto mio!"
E ancora
Morì bravando e minacciando il mondo,
del crudo, orrendo e miserando strazio
della sua bella Italia, ancor non sazio,
il tumulato qui, Giulio secondo.
Epitaffio
Qui giace Giulio furibondo: fugge
chi vuol vivere in pace:
che s'ei scopre l'avel, minaccia e rugge
squassando l'ignea face
Leone X - Giovanni de' Medici (1513 - 1521)
Colloquio fra Marforio e Pasquino
- Come vanno gli affari?"
- Benissimo, Marforio: comandano i giullari.
Per la sua furberia
Colui che applaude e ammira il rapace Leone
della belva dimentica il terribile unghione.
Per la lussuria del papa<
Vuoi farti ricco e rendermi tue gentilezze accette?
Dammi pei miei sollazzi fanciulli e verginette.
Consigli per far carriera in curia
Se di piacere ai preti
prendesti la brama,
se alle ricchezze, al fasto,
l'avaro cor ti chiama;
se le gemme preziose
posson farti felice,
avrai tutto atteggiandoti
a sozza meretrice.
Per le spese del papa
Se vieni o pellegrin per questo,
s'ami adorare Iddio,
qui non è luogo,
ché certo Roma sprezza
i miseri e non pensa
ch'al gaudio e alla ricchezza.
In sua morte
Piangete, buffoni magri, anzi civette,
piangete, mimi e miseri istrioni,
piangete o frati spurcidi ghiottoni,
a cui dir mal la gola 'l gettar dette.
Colui che ammira e applaude il rapace Leone,
della belva dimentica il terribile unghione.
Simonia
Gli ultimi istanti per Leon venuti,
egli non poté avere i sacramenti.
Per Dio!... li aveva venduti!
Epitaffio
La fama di Leone X marcisce in questa tomba.
Quegli che lasciò così magre le sue pecorelle
ora ingrassa la terra.
E ancora
Quel trono grande e di ricchezze ornato
lo lassa quasi estinto e ruinato;
guarda che uomo ha portato la corona!
Micidial tiranno è la sua storia!
Adriano VI - Adriano Florensz (1522 - 1523)
Alla morte di questo papa, l'Archiatra pontificio si vide arrivare questo cartello:
Al liberatore della Patria. SPQR
Epitaffio
Papa Adriano è chiuso qui; egli fu un tristo.
Con tutti ebbe a che far, fuorché con Cristo.
Clemente VII - Giulio de' Medici (1523 - 1534)
Dico Clemente cane.
bastardo, traditor, guercio, tiranno
sentina d'ogni vizio e de ogni inganno.
Te regnante, su questa afflitta Roma
orde, fiamme, ruine e pestilenza
si rovesciaron, sì che l'ebber doma.
Per la sua inettitudine
Ecco vedete! E' proprio vera quella sentenza:
che ognora la Fortuna protesse l'insipienza.
Per la sua morte (si dice dovuta al suo medico Curzio)
Curzio uccise Clemente: a lui dovute
son ricche offerte, a lui che ci dié in dono
la pubblica salute.
Il ritratto del suo medico fu appiccicato allo zoccolo di
Pasquino con questa scritta:
Ecce qui tollit peccata mundi
Paolo III - Pier Luigi Farnese (1534 - 1549)
All'elezione del papa
Roma era in mano ai Medici per fiera malattia,
ora di male in peggio caduta è in Farnesia.
Considerazioni
I ruffiani regnar con papa Sisto;
con Giulio i sodomiti ebber iattanza;
con Leone il giullare prence fu visto;
poser tre noi stragi e rapina stanza
sotto Clemente; ed or, Paolo, potremo
d'un migliore avvenir nutrir speranza?
Cardinale per i favori offerti da sua sorella Giulia ad Alessandro VI Borgia, divenuto papa, il popolino lo soprannominò per questo "Papa fregnese".
Per il fregnese favor avesti il cappel ed un papato
In morte
Marforio e Pasquino:
- Dimmi o Pasquino, è ver che il papa è morto?
- Così mai non fosse egli al mondo nato
ché ha stroppio e guasto tutto il papato
e sì ei campava l'avrebbe seppellito!
Questa pasquinata si riferisce al figlio di Paolo III, Pier Luigi, noto sodomita, e al nipote Ottavio, sposo giovanissimo di Margherita d'Austria con la quale non riusciva a combinare nulla perché, appunto, troppo piccolo.
Duo cazi, padre Santo il biasimo sono
e la ruina de la casa vostra:
un picolino, che non è ancor buono
da comparir ne la morosa giostra;
e uno grosso, di cui va la voce e il suono
che gli è l'infamia della etade nostra.
Questi duo cazi vi faranno un giorno
morir fallito con vergogna e scorno.
Per il suo sfrenato nepotismo
Per Paolo III oriamo, a cui l'amore
va di sua casa divorando il core.
Per la sua inaffidabilità
Ieri marmoreo tronco era, sprezzato e vile,
oggi di Perseo assumo l'aspetto giovanile.
Se lice a Paol mutarsi ben dieci volte all'ora
perché non fia concesso mutare a me talora?
Per la cupidigia dei suoi nipoti
Cerbero con tre fauci un dì latrava,
ma almen d'assordar sol si contentava
le genti grame:
Con quattro fauci tu non turbi alcuno,
ma divori, divori... e ognor digiuno,
hai sempre fame!
La testa di Medusa stamattina
sembrommi il papa; e parvemi i nipoti
la chioma serpentina:
or sorgi, Perseo; e per giovare a Roma
quel capo, con la tua spada percuoti:
reciderai la chioma!
Marforio: - Deh prestami un baiocco, Pasquino,
poi che il Santo Pastore mi ha lassato.
Pasquino: - Oh povero Marforio, disgraziato
non eri tu romano e cittadino?
Marforio: - Era romano anchora Paulino
poi vedi quanti amici ha dispogliato.
Cesi, Medici e Spinola ha ammazzato
per dare ai suoi nipoti e al malandrino
Farnese Nepi; e tant'altri castelli
a Cibo; Santo Spirito non vede
che il diavolo o tien per li capelli.
Non ha più carità, non ha più fede
ma sempre rei costumi e a Dio ribelli.
Né val gridar né domandar mercede
e se Dio non provvede
a questo homicidiale viver lasso,
chiamerem per soccorso satanasso.
Paragone tra Cristo e il papa Paolo III
Cristo disse: il mio regno non è di questo mondo
Il papa conquista la città con la forza;
Cristo aveva una corona di spine
Il papa porta il triplo diadema;
Cristo lavò i piedi ai suoi discepoli
Il papa se li fa baciare dai re;
Cristo pagava i tributi
Il papa li riscuote;
Cristo nutriva le sue pecorelle
Il papa le tosa a suo profitto;
Cristo era povero
Il papa vuole impadronirsi del mondo;
Cristo portò sulle spalle la croce
Il papa si fa portare a spalla dai servitori in livrea dorata;
Cristo disprezzò le ricchezze
Il papa non ha altra passione che quella dell'oro;
Cristo espulse i mercanti dal tempio
Il papa ce li accoglie;
Cristo predicò la pace
Il papa è la fiaccola della guerra;
Cristo era la mansuetudine
Il papa è l'orgoglio in persona;
Le leggi che Cristo promulgò, il suo vicario se le mette sotto i piedi.
Cristo ascese al cielo
Il suo vicario scenderà nell'inferno.
Epitaffio
In questa tomba giace
un avvoltoio cupido e rapace.
Ei fu Paolo Farnese
che mai nulla donò, che tutto prese.
Fate per lui orazione:
poveretto, morì d'indigestione.
Epitaffio
In questa fossa a guisa d'orinale
giace Paolo avar, Sandro scortese;
e tu viator, pisciagli addosso e vale.