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BIOGRAFIE |

261 - GIOVANNI XXIII

Lombardo n. 1881 - m. 1963
Pontificato: 1958 - 1963
Nome: Angelo Giuseppe Roncalli
Sull'esito del conclave, dopo la morte di Pio XII, vi fu molta incertezza. Dopo 19 anni di governo assoluto, i cardinali erano divisi tra conservatori e progressisti, perciò si scelse quello che doveva essere il solito "papa di transizione", Angelo Roncalli, sconosciuto ai più, già Patriarca di Venezia e con una lunga carriera diplomatica alle spalle.
Ma Giovanni XXIII non fu un papa di transizione, fu il papa che doveva dare una svolta definitiva alla Chiesa moderna, una svolta rivoluzionaria e irreversibile.
Angelo Roncalli scelse il nome di un antipapa e questo era già un fatto singolare, ma presto si capì che quel papa era singolare: singolarmente anticonformista, bonario, sorridente, "er papa pacioccone", come lo definivano i romani. O più semplicemente "il papa buono" come lo definirono tutti.
Il primo segno di come intendeva svolgere la sua missione pastorale lo diede uscendo dalla reclusione vaticana e andando in visita agli ospedali e alle carceri.
Il papa sapeva che doveva affrettarsi a fare ciò che aveva in mente e perciò nel 1959 annunciava ai cardinali tre decisioni: i problemi della diocesi romana sarebbero stati sottoposti ad un sinodo, al più presto ci sarebbe stato un concilio e la riforma del diritto canico.
Naturalmente fu un annuncio-bomba per i cardinali: quello che doveva essere un pontefice di transizione si rivelava decisionista e innovatore.
"La Chiesa è un giardino da coltivare, non un mausoleo di antiquariato", in questa risposta alle perplessità dei cardinali si esprime lo spirito del nuovo pontificato.
E nello spirito ecumenico di questo papa rientra l'enclclica "Mater et Magistra" del 1961 nella quale, riprendendo i temi trattati da Leone XII nella Rerum novarum, annuncia un messaggio di giustizia sociale e di fratellanza rivolto non solo ai cattolici ma a tutti gli uomini di buona volontà.
Giovanni XXIII non fu solo un uomo semplice e di grande religiosità, fu anche un politico e fine diplomatico: a lui si deve il riavvicinamento della Chiesa alla Russia; ricevette in vaticano il genero del Capo dello Stato sovietico Kruscev ignorando di fatto la scomunica al marxismo di Pio XII e suscitando scandalo tra i conservatori che dopo la sua morte lo accusarono di aver agevolato, con la sua politica, l'avanzata del Partito comunista in Italia.
Nel 1963, poco prima della morte, ricevette il premio Balzan per la pace: assegnazione criticata perché un papa è pacifista per definizione.
Il concilio Vaticano II si aprì l'11 ottobre del 1962, ma il papa era già malato e pur sperando di concluderlo in fretta, si avvide che i problemi sul tavolo erano enormi.
Morirà nel 1963 tra la grande commozione popolare, lasciando in altre mani la conclusione della sua opera.
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