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256 - LEONE XIII



Laziale n. 18190 - m. 1903
Pontificato 1878 - 1903
Nome: Vincenzo Gioacchino Pecci

La perdita di influenza che la Chiesa aveva conosciuto in Europa durante tutto l'800 non rendeva più interessante un conclave, dal punto di vista politico.
Dopo sole tre votazioni uscì eletto Gioacchino Pecci che prese il nome di Leone XIII.
Nei primi dieci anni del suo pontificato non si allontanò dalle posizioni di Pio IX; un modo per ribadire che la Chiesa era "prigioniera" dello Stato italiano. A questo proposito manifestò anche l'intenzione di andarsene da Roma e trasferirsi sotto la protezione dell'Austria, ma la firma della Triplice alleanza che vedeva l'Italia alleata dell'Austria mandò all'aria questo proposito.
Vista l'inefficacia del Sillabo che non aveva avuto ripercussioni sulla vita politica italiana, Leone cambiò Politica.
Nel 1887, in un discorso, enunciò la speranza di una pacificazione tra la Chiesa e lo Stato italiano, ma dall'altra parte l'anticlericalismo era intransigente e il dialogo si interruppe.
Nel 1891 scrisse l'enciclica Rerum novarum nella quale enunciò la dottrina sociale della Chiesa; un pò in ritardo, in verità, visto che la classe operaia aveva ormai raggiunto da sola le proprie conquiste sociali ma l'intenzione del papa si fondava sul lancio di una nuova politica tesa a portare dalla parte della Chiesa le masse di lavoratori cattolici e questa politica sarà perseguita per tutto il XX secolo dai suoi successori.
Sulla scia di questa enciclica si formò un movimento democratico cristiano che fu oggetto di una nuova enciclica, la Graves de communi re nella quale Leone limitava il raggio d'azione di questi movimenti cattolici negando al popolo il diritto di partecipazione al governo e auspicando una specie di corporativismo in cui si tenesse conto anche dei diritti dei lavoratori.
Leone proclamò l'Anno sSnto del 1900 non più celebrato da 75 anni, escluso quello a "porte chiuse" di Pio IX, ed è da notare l'ultima pasquinata, l'ultima volta in cui la vecchia statua pettegola parlò:

Famo la pace, Padre Santo
quello che è stato è stato... qua la mano
e aringraziamo tutti quantio Iddio!


Da intendere, in quello "stato" lo Stato italiano: ormai lo Stato c'è, Padre santo, rassegnati, cerchiamo di andare d'accordo e ringraziamo Dio.























































 


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