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254 - GREGORIO XVI



Friulano n. 1765 - m. 1846
Pontificato 1831 - 1846
Nome: Mauro Cappellari

Frate camaldolese, si era trasferito a Roma dove divenne generale dell'ordine.
Appena asceso al soglio dovette affrontare una rivolta a Bologna e da lì la rivolta dilagò in Romagna, in Umbria e nelle Marche; ovunque si insediarono governi provvisori di stampo liberale. Una rivolta scoppiò anche a Roma e Gregorio chiamò in aiuto l'Austria; i moti furono repressi nel sangue ma la situazione non era affatto tranquilla.
Da molti sovrani illuminati vennero esortazioni al papa affinché attuasse delle riforme e concessioni, ma Gregorio non se ne diede per inteso.
Continuò dunque sulla linea di una politica retriva e reazionaria, considerando "poca cosa" i moti che aveva dovuto fronteggiare.
Tra l'altro le casse dello Stato erano vuote e per porre riparo il governo aumentò la pressione fiscale ma soprattutto ricorse a prestiti.
Per giunta il papa impose un giro di vite sulle libertà con l'enciclica Mirari: venivano condannate la libertà di coscienza, di stampa e di pensiero come frutto di una "malvagità cinica, di una scienza spudorata, di una licenza senza confini" Questo papa fu bersaglio di Pasquinate feroci per la sua amicizia con "Gaetanino", (Gaetano Moroni) un ex barbiere da lui nominato Cameriere personale ed elevato a grande importanza perché era anche il suo confidente e consigliere. In realtà Gregorio era l'amante della moglie di Gaetanino, Clementina Verdesi, indicata come "puttana santissima" dal Belli che ci racconta la tresca in un sonetto:
Er papa omo
A Ppalazzo der papa c'è un giardino
co un boschetto e in ner bosco un padijone
pien de sofà a la turca e de portrone
e de buttije de rosojo e de vino

C'è ppoi ne le su' stanzie un cammerino
co' una porta de dietro a un credenzone,
che mette a una scaletta, e in concrusione
corrisponne ar quartier de Ghitanino

Ghitanino è ammojato: la su' moje
è una donna de garbo, assai divota
der Vicario de Dio che lega e scioje.

Oh, nun vojo dì antro: e ho ffatto male
anzi a pparlà cusì dove se nota
oggni pelo e sse penza ar criminale


Al di là delle faccende personali, Gregorio si dimostrò un papa del tutto incapace di capire i tempi che cambiavano e il graduale disfacimento del potere temporale della Chiesa.























































 


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