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251 - PIO VII



Romagnolo n. 1742 - m. 1823
Pontificato 1800 - 1823
Nome: Barnaba Gregorio Chiaramonti

Quasi tutti i cardinali si erano stabiliti a Venezia sotto la protezione dell'Austria e logicamente i conclave fu pesantemente condizionato da Francesco II d'Asburgo.
Ne uscì eletto Barnaba Chiaramonti, benedettino cesenate di nobile famiglia.
Pio VIII si trasferì a Roma che Ferdinando di Napoli aveva liberato dai francesi e nominava il cardinal Consalvi Segretario di Stato.
Grazie al suo abile consigleire cardinale Consalvi, Pio VII cercò e realizzò un riavvicinamento alla Francia di Napoleone che lo volle a Parigi per la sua incoronazione imperiale.
Pio VII partecipò all'incoronazione di Napoleone ma, come sappiamo, l'imperatore si incoronò da solo e fu completamente sordo alle richieste di modificare le clausole del concordato del 1801.
Limperatore "trattenne" Pio VII, praticamente prigioniero per 5 mesi concedendogli infine di tornare a Roma.
La pace tra il papa e Napoleone durò comunque poco.
Conquistata Vienna, Napoleone decretò la fine del potere temporale dei papi punendo Pio VII per non aver rispettato il blocco continentale da lui imposto e aver aperto il porto di Civitavecchia agli inglesi. Solo un espediente per impadronirsi proditoriamente dello Stato Pontificio. Il papa restava a Roma come capo della Chiesa con un indennizzo e delle prebende, ma Roma diventava dominio francese.
La reazione di Pio VII fu di usare l'unica arma ormai in suo potere, la scomunica. Per tutta risposta Napoleone diede ordine al generaleRadet di arrestare il papa, ciò che avvenne nottetempo. Pio VII diede ordine agli Svizzeri di non reagire e lascio che lo trasportassero a Savona.
Napoleone voleva che il papa trasferisse la sua sede a Parigi, proposta che naturalmente fu rifiutata. Allora Napoleone convocò un concilio di vescovi e cardinali con l'ordine di annullare tutte le bolle del papa, ma non se ne fece nulla e l'imperatore dovette sciogliere il concilio.
Pio VII era praticamente prigioniero a Fontainbleau, quando Napoleone, di ritorno dalla disastrosa campagna di Russia si recò da lui implorando il suo perdono e tanto fece e tanto disse che riuscì a strappargli un nuovo concordato che avrebbe dovuto riabilitarlo agli occhi dei cattolici. Ma i re europei già stringevano una nuova lega e davano il colpo di grazia a Napoleone con la disfatta di Lipia del 1013.
Pio VII veniva liberato e poteva fare ritorno a Roma, salvo quei famosi "100 giorni" nei quali per timore di una nuova cattività, si rifugiò a Genova sotto la protezione dei Savoia.
Iniziò così la Restaurazione e la Chiesa fu reintegrata nei suoi domini pre-napoleonici.
Ora però i grattacapi venivano dai moti carbonari che si fecero sentire già dal 1817.
Pio VII nel 1821 emanò una bolla contro i movimenti carbonari e tutte le sette politico-religiose.
Negli ultimi anni della sua vita si dedicò alla riorganizzazione dello Stato demolito da Napoleone: ripristinò l'Ordine dei Gesuiti, riaprì il Sant'Uffizio, creò le Guardie Nobili e la bandiera pontificia, fece sistemare dal Valadier Piazza del Popolo e fondò la Pinacoteca vaticana; ma non riebbe mai le opere d'arte rubate da Napoleone.
Alla sua morte fu sepolto in San Pietro in uno splendido mausoleo opera di Thorwaldsen.























































 


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