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BIOGRAFIE |

250 - PIO VI

Romagnolo n. 1717 - m. 1799
Pontificato 1775 - 1799
Nome: Giovanni Angelo Braschi
Il conclave si protrasse per 5 mesi nei quali si fronteggiarono fra liti e insulti i tradizionalisti e gli zelanti.
Pasquino fu in fibrillazione per tutto il periodo di questo conclave, sfornando mucchi di pasquinate fra le quali risaltava il poemetto "Il conclave del 1774" che metteva allaberlina tutti i 44 cardinali., il cui autore, scoperto, fu segregato a Castel Sant'Angelo.
Alla fine riuscì eletto Giovanni Angelo Baschi che prese il nome di Pio VI.
Durante la sua carriera era stato Tesoriere generale acquisendo una preziosa esperienza che gli sarebbe tornata utile da papa.
Pio VI a detta dei contemporanei, era un vero Narciso; per fare buona impressione sui pellegrini dell'Anno santo, nelle uscite ufficiali si faceva pettinare e impomatare mettendo in mostra i piedi piccoli e aggraziati:
Pasquino
Roma, guarda Pio! Non è pio: guarda che mimo
dalla fluente chioma e dal vezzoso piede!
Amava l'adulazione per la quale elargiva favori e magnanimità e, per farsi ricordare dai posteri eresse gli oibelischi del Quirinale, di Trinità dei Monti e di Montecitorio.
Inoltre fece costruire la Sagrestia della Basilica vaticana la chiesa di Subiaco e provò a prosciugare, senza riuscirci, le Paludi Pontine profondendovi sonmme enormi, per cui Pasquino:
Le paludi, Suviaco e la sacrestia
sono tre coglionerie di vostra Signoria
Un papa paternalistico e festaiolo che però doveva vivere una delle fasi più drammatiche della Chiesa.
L'imperatore d'Austria Giuseppe attuò tutte le riforme teresiane, fece assumere allo Stato tutta l'amministrazione della Chiesa sopprimendo conventi e seminari.
Il papa protestò ma gli fu risposto che non si stavano intaccando dogmi di fede bensì sistemando questioni interne dello Stato nelle quali il papa non aveva diritto di ingerenza.
Il papa si recò di persona a Vienna per trattare con l'imperatore ma non ottenne nulla e fu un gravissimo smacco per la Chiesa, una Canossa alla rovescia, come scrisse il solito cronista del popolo Pasquino:
Ciò che Gregorio VII il più grande dei pontefici aveva stabilito
Pio VI, l'ultimo dei preti l'ha distrutto.
Il colpo mortale venne però dalla Rivoluzione francese e da Napoleone.
Nel 1879 l'abolizione dei privilegi del clero, poi la nazionalizzazione dei beni ecclesiastici, la libertà di culto, la costituzione civile del clero, e fu il disastro.
Ebbe voglia, Pio VI di condannare con brevi e scomuniche: per i francesi furono acqua fresca.
Nel 1799 i francesi di Napoleona erano a Roma; Pio VI venne deposto e preso prigioniero, i tesori saccheggiati e portati in Francia. Iniziò il grande latrocinio dei francesi che riempiranno i propri musei con le opere d'arte rubate in Italia.
Pio VI venne deportato di città in città, già gravemente malato e compì il suo martirio morendo a Valence.
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