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BIOGRAFIE |

245 - BENEDETTO XIII

Pugliese n. 1650 - 1730
Pontificato 1724 - 1730
Nome: Pietro Francesco Vincenzo Maria Orsini
Ancora un papa "neutrale" o di transizione, abbastanza vecchio e tranquillo da rassicurare le potenze europee.
A 18 anni Pietro Orsini entrò nei Domenicani rinunciando al diritto di primogenitura e fu fatto cardinale a soli 23 anni.
Benedetto era un asceta,un papa che aveva a cuore esclusivamente l'aspetto religioso della sua carica, per cui lasciò tutti gli affari di Stato in mano al cardinale Coscia nel quale aveva la massima fiducia dedicandosi con fervente zelo alla cura delle opere religiose.
Stabilì canoni di comportamento per il clero sanzionate da pene severe per i trasgressori.
Proibì parrucche e barbe per gli ecclesiastici e sancì l'obbligo di portare tonache senza strascichi;
proibì ai Gesuiti qualunque polemica;
proibì il gioco del lotto ritenendolo peccaminoso ma il decreto fu aggirato dai romani che presero a scommettere negli altri stati facendo uscire dal Regno pontificio ingenti somme di denaro.
Malgrado tutte queste proibizioni non riuscì però ad impedire che a Roma si praticasse la più sfacciata simonia fomentata e favorita proprio da quel cardinal Coscia cui aveva affidato il governo dello Stato.
Questi abusò del suo potere con un commercio sfrenato delle cariche e dei favoritismi incrementando a dismisura le proprie ricchezze ma facendo cadere le finanze dello Stato in completa crisi.
Benedetto, da parte sua, assorti nelle sue predilette funzioni religiose, o non vedeva o faceva finta di non vedere, attirandosi l'odio popolare e a nulla valsero gli avvertimenti di chi voleva aprirgli gli occhi: per lui erano tutte calunnie.
Il cardinal Coscia, un autentico malfattore, avrebbe poi subito un processo sotto Clemente XII, fu scomunicato e condannato a dieci anni di carcere ma pagando una salata multa riuscì a cavarsela.
Nel 1725 Benedetto XIII indisse il giubileo e venne aperta l'imponente scalinata di Trinità dei Monti.
Alla sua morte i romani si mobilitarono per far fuori il Coscia che però nel frattempo si era prudentemente squagliato da Roma.
Questo l'epitaffio di Pasquino:
Racchiude quest'avello
l'ossa di un fraticello
più che amator di santi
protettor di briganti.
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