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BIOGRAFIE |

233 - PAOLO V

Romano n. 1552 - m. 1621
Pontificato 1605 - 1621
Nome: Camillo Borghese
Continuavano nel conclave gli intrighi delle grandi potenze per vedere eletto un proprio favorito ma stavolta uscì un "neutrale", Camillo Borghese, appartenente ad una famiglia di mercanti originaria di Siena, che si era trasferita a Roma e aveva fatto fortuna con traffici e finanze.
Era un convinto riformatore, deciso a portare avanti le direttive del Concilio tridentino.
Obbligò i cardinali a risiedere nelle loro sedi, i conventi di clausura a rispettare rigorosamente la clausura, approvò gli statuti di nuovi ordini religiosi quali quello di San Camillo de Lellis per l'assistenza agli ammalati e di San Filippo Neri per l'assistenza ai giovani.
Sviluppò le missioni in America, India e Africa e mandò i Gesuiti in Cina.
D'altro canto fu un papa tenacemente assolutista ed accentratore, uno che non tollerava dissensi o critiche al proprio operato. Colpì la Repubblica di Venezia con l'interdetto per non aver dato seguito a certe sue richieste.
Attuò un giro di vite ancor più intollerante nei confronti del libero pensiero usando a piene mani lo strumento dell'Inquisizione e ordinando un controllo rigorosissimo su qualunque scritto, opera od opinione espressa in qualsivoglia forma, che contaminasse anche lontanamente la morale e l'ortodossia cattolica.
Fu un nepotista spregiudicato, amante del lusso e dell'arte.
Per elevare la famiglia Borghese al rango delle famiglie nobili romane, riversò fiumi di denaro sotto forma di rendite, sul fratello Scipione e sul nipote Scipione Caffarelli, cui conferì, oltre la porpora cardinalizia, anche il nome e lo stemma dei Borghese.
Così ne scrisse Pasquino:
Dopo i Carafa, i Medici e i Farnese
or si deve arricchir casa Borghese.
Per fortuna queste risorse non andarono del tutto disperse ma furono impiegate in collezioni d'arte e in palazzi sontuosi, in particolare per la Villa Borghese, soprannominata "Delizia di Roma" voluta da Scipione.
Dal canto suo Paolo V fece compiere lavori idraulici per la sistemazione delle sorgenti del Tevere al fine di evitare le numerose inondazioni che affliggevano la città; fece erigere la mostra dell'Acqua Paola sul Gianicolo, costruì la Cappella paolina al Quirinale e commissionò la costruzione della facciata di San Pietro al Maderno, completò il Palazzo Borghese a Porto di Ripetta, fece completare l'abside di Santa Maria Maggiore e nella stessa chiesa si fece costruire la tomba dove attualmente è sepolto.
Sotto il suo pontificato i teologi del Sant'Uffizio condannarono la Teoria copernicana, uno svarione clamoroso compiuto contro ogni evidenza scientifica, prova di una Chiesa oscurantista e chiusa nella gabbia dogmatica che la porterà con Urbano VIII al processo e alla condanna di Galileo la cui innocenza verrà riconosciuta solo 350 dopo con le scuse ufficiali di Giovanni Paolo II.
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