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BIOGRAFIE |

223 - PAOLO IV

Campano n. 1476 - m. 1559
Pontificato 1555 - 1559
Nome: Gian Paolo Carafa
Gian Pietro Carafa era un "duro", con una notevole esperienza diplomatica alle spalle e conosceva a fondo la situazione politica europea.
Era stato a capo dell'Inquisizione romana dandole quell'impronta di severità e di rigidità che avrebbe caratterizzato anche il suo pontificato.
Inutile dire che anche lui fu uno sfrenato nepotista e in questa ottica elevò il suo nipote preferito, Carlo Carafa, un mercenario spregiudicato, alla porpora cardinalizia con la carica di Segretario di Stato.
Carlo aveva un fortissimo ascendente sullo zio e riuscì a manovrarlo a suo piacimento inducendolo a compiere errori politici clamorosi.
Il comportamento dei suoi parenti, e in particolare del suo pupillo, scandalizzava l'opinione pubblica al punto che arrivarono al papa accuse esplicite e Paolo IV cominciò ad aprire gli occhi. Di colpo si liberò dei suoi parenti e cominciò a governare lo Stato in prima persona.
Promosse la riforma dello Stato e della Chiesa con grande vigore. Ma un papa assolutista come lui non si sognava di riaprire il concilio: la riforma doveva venire da Roma e il mezzo giusto era il rafforzamento dell'Inquisizione che allargò a dismisura il suo raggio d'azione, inizialmente limitato al campo religioso.
Fu introdotta la tortura come sistema normale per indurre gli imputati alla confessione e tutte le direttive papali furono messe in atto dando il via ad una serie di incriminazioni, processi, di esecuzioni che non ebbero più fine .
Il fervore purista di Paolo IV non poteva ignorare gli ebrei, i "deicidi", razza abominevole che non meritava di vivere; fu lui ad ideare il "Ghetto" di Roma, una cinta muraria che relegava gli ebrei in uno spazio ridottissimo dove sarebbero restati fino al 1870 vivendo in uno stato miserevole.
Sempre Paolo IV pubblicò il primo Index Librorum prohibitorum, un Indice dei libri proibiti così severo che il suo successore Pio IV lo riscrisse.
Quando morì, il popolo si scatenò vendicandosi della durezza del suo governo; l'Ufficio dell'Inquisizione fu dato alle fiamme, le sue statue distrutte, il suo cadavere dovette essere sepolto di nascosto nelle grotte vaticane.
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