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220 - PAOLO III



Laziale n. 1468 - m. 1549
Pontificato 1534 - 1549
Nome: Alessandro Farnese

Quando fu eletto aveva già 66 anni, un'età considerevole per quei tempi. La porpora cardinalizia era frutto dei favori che sua sorella, Giulia Farnese, aveva elargito ad Alessandro VI e da parte sua aveva ripopolato Roma con numerosi figli dei quali però ne riconobbe solo 3.
Anche lui amava le frivolezze mondane e in questo non fu da meno dei suoi predecessori dimostrandosi anche un nepotista sfrenato; nominò cardinali tre nipoti, figli dei suoi figli: Alessandro, quindicenne e Ascanio, sedicenne ed il fratello più piccolo di Alessandro, Ranuzio.
Nominò il suo primogenito Pier Luigi Gonfaloniere della Chiesa e comandante delle truppe pontificie, creò per lui un ducato assegnandogli numerosi feudi e nel 1545 gli assegnò Parma e Piacenza creando quel ducato che sarebbe rimasto ai Farnese per due secoli.
Ma Pier Luigi non aveva l'abilità di Cesare Borgia e restò vittima di una congiura; il suo posto fu preso dal figlio Ottavio che suo nonno Paolo III aveva dato in sposo a Margherita d'Austria. Questa, costretta al matrimonio, disprezzava Ottavio non ritenendolo degno del suo rango e a Roma le chiacchiere correvano insieme alle pasquinate nelle quali i romani sbeffeggiavano lo sposo-bambino che non sapeva e la sposa riottosa che non voleva "consumare".
Paolo III. bontà sua, si rese finalmente conto che lo scisma protestante era una cosa seria e cominciò col dare sostegno agli ordini religiosi quindi indisse nel 1545 un concilio ecumenico a Trento, che doveva occuparsi della questione.
Il concilio si incaricò di definire i dogmi e molte altre questioni dottrinali, ma quando Carlo V fu costretto ad allontanarsi per affrontare la lega di Smacalda, i vescovi e il papa decisero di trasferire la sede del Concilio a Bologna.
Carlo ne fu molto irritato e fu comunque una mossa sbagliata; i protestanti, infatti, invitati a discolparsi, già esitavano ad andare a Trento che era una città imperiale, mai sarebbero andati a Bologna, una città dello Stato Pontificio.
Paolo III, completamente assorbito dagli affari di famiglia e angosciato dalla morte del figlio Pier Luigi, chiuse il concilio nel 1549 facendo cadere in tal modo ogni possibilità di dialogo con i protestanti ed ogni prospettiva di riforma cattolica.
Quando infatti il concilio sarà riaperto, avrà la caratteristica della "controriforma", della chiusura dottrinale e della repressione violenta di ogni forma di dissenso.
Nel 1542 era stata istituita la Santa Romana e Universale Inquisizione, detta poi Sant'Uffizio, con il compito di controllo sulla purezza della fede cattolica e sarà lo strumento principe di cui la Controriforma farà uso.
Fu questo un papa "a cui l'amore va di sua casa divorando il cuore", come scrisse Pasquino, ma va detto che anche lui fu grande mecenate; fece costruire la cappella Paolina e la Sala regia in Vaticano, completò il Giudizio Universale della Cappella Sistina, affidò a Michelangelo il restauro del Campidoglio, il progetto della cupola di San Pietro e il completamento di Palazzo Farnese; suo nipote Alessandro fece costruire la Chiesa del Gesù e il bel palazzo Farnese di Caprarola.























































 


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