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217 - LEONE X



Toscano n. 1475 -m. 1521
Pontificato 1513 - 1521
Giovanni de' Medici

Figlio di Lorenzo il Magnifico, fu creato cardinale a soli 13 anni.
Il suo pontificato viene ricordato tra i più splendidi per la fioritura delle arti e l'abbellimento di Roma.
Però sotto il suo pontificato si verificò anche la Riforma Luterana che separerà dalla Chiesa di Roma gran parte dell'Europa del nord.
Il mecenatismo del papa, lo splendore ritrovato di Roma, la costruzione della Basilica di San Pietro inghiottivano fiumi di denaro che affluivano nelle casse della Chiesa soprattutto grazie alla vendita delle indulgenze.
Dalla Germania giungevano proteste sia da parte del clero che dagli intellettuali e fu un monaco agostiniano, Martin Lutero, a dare voce a quelle proteste affiggendo sulla porta della cattedrale di Wüttemberg le 95 tesi con le quali in pratica demoliva il primato della sede papale e del clero romano.
Leone X non capì la portata dell'avvenimento e pensò di risolvere tutto con una scomunica che Lutero bruciò pubblicamente.
La sua predicazione gli procurava il favore del popolo e di alcuni principi, tra i quali il potente principe di Sassonia, che lo prese sotto la propria protezione.
Nel 1521 Carlo V convocò la Dieta di Worms ma Lutero si difese bene e continuò la sua predicazione.
Leone X a Roma aveva cose più importanti da fare che pensare a Lutero; frivolezze ed intrighi erano il pane quotidiano di questo papa che desiderava solo divertirsi circondandosi di buffoni, giullari, cantori, mascherate carnevalesche, spettacoli mitologici, sciami di poeti, poetastri e cortigiane.
Anche le rappresentazioni religiose avevano acquistato una scenografia frivola e fantasmagorica; in pratica a Roma ogni giorno era festa con parate, cortei di cardinali a cavallo, declamazioni in Campidoglio, Vie crucis al Colosseo, processioni, cortei papali, cortei regali.
I lavori per la Basilica di San Pietro proseguivano, le collezioni d'arte si arricchivano dei numerosi reperti romani che affioravano dagli scavi; la Roma rinascimentale si riedificava con i palazzi di principi e di cardinali a spese della Roma imperiale.
Leone in buona sostanza proseguì l'eredità lasciata da Giulio II facendo completare i lavori da lui intrapresi.
Istituì la censura sugli scritti e l'indice dei libri proibiti e non fidandosi del Collegio cardinalizio lo destituì in massa ed elesse 31 cardinali tutti insieme, un fatto mai verificatosi prima a che non si verificherà mai più dopo.























































 


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