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BIOGRAFIE |

208 - NICCOLO' V

Ligure n. 1397 - m. 1455
Pontificato 1447 - 1455
Nome: Tommaso Parentuccelli
Sotto il suo pontificato Felice V abdicò dalla sua carica di antipapa riconoscendo come pontefice legittimo Niccolò V. Questi, generosamente, gli concesse la porpora e gli affidò delle sedi vescovili.
Stabilì il giubileo del 1450 e vi fu un afflusso di pellegrini incredibile, tanto da provocare un grave incidente sul ponte Elio (ponte Sant'Angelo); lo scalciare di una mula causò un parapiglia e morirono circa duecento persone annegate nel Tevere o calpestate dalla folla e dai cavalli.
Ancora più guai provocò la peste che si diffuse a Roma e il papa con tutta la corte e l'alto clero fuggirono dalla città non dando certo un bell'esempio; il papa minacciò addirittura di scomunica chi, provenendo da Roma si fosse avvicinato a Fabriano dove lui risiedeva.
La cosa fu criticata e deplorata dagli ambasciatori stranieri che giudicarono assai poco cristiano questo comportamento.
Intanto il florido commercio delle indulgenze proseguiva portando nelle casse papali fiumi di denaro; l'indulgenza veniva concessa a chiunque, dietro lauto pagamento, anche se non veniva in pellegrinaggio a Roma e molti furono i principi, i re, i personaggi facoltosi che ne approfittarono, vista anche la situazione sanitaria che c'era in città.
Niccolò riuscì a consolidare il potere papale a Roma instaurando buoni rapporti con le famiglie dei Colonna e degli Orsini alle quali concesse numerose nomine cardinalizie e prebende; in pratica Niccolò usò le entrate finanziarie della Chiesa per pagare il potere temporale dei papi.
Un potere assoluto che non consentiva più alternative, men che meno una qualunque parvenza di autonomia della città di Roma né alcuna voce in capitolo del popolo romano.
Il controllo poliziesco fu più severo e ramificato e il primo a farne le spese fu Stefano Porcari ed un gruppo di romani accusati di aver ordito una congiura contro il papa.
Il popolo chiese la grazia per i condannati e il papa non poté firmarla perché ubriaco fradicio.
In pratica con questo papa iniziano le pasquinate; il popolo non è più libero di parlare e lo fa attraverso le statue parlanti, commentando l'esecuzione dei congiurati (vedi Roma - Pasquino - Pasquinate):
Da quando è Niccolò papa e assassino
abbonda a Roma il sangue e scarso è il vino.
Si può affermare che con questo papa comincia monarchia papalina, "la corte" papale, la pompa, lo sfarzo mondano, ma anche il mecenatismo rinascimentale che rinnoverà ed abbellirà splendidamente Roma.
Ristrutturò Castel Sant'Angelo, restaurò le mura della città , restaurò la Fontana di Trevi (poi riedificata da Urbano VIII), fece edificare la Cappella del Beato Angelico in Vaticano, la chiesa di San Giacomo agli Spagnoli, fece riparare l'Acquedotto Vergine ed iniziò la costruzione della Basilica di San Pietro.
Appassionato bibliofilo, acquistò molti libri, codici con cui gettò le basi della Biblioteca Vaticana che riunì a quella lateranense.
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