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BIOGRAFIE |

207 - EUGENIO IV

Veneto n. 1383 - m. 1447
Pontificato 1431 - 1447
Nome: Gabriele Condulmer
Nel conclave tenutosi in Santa Maria sopra Minerva uscì eletto Gabriele Condulmer, nipote di Gregorio XII, che regnò col nome di Eugenio IV.
Venne subito in contrasto con i Colonna, parenti di Martino V, che volevano conservare il dominio su Castel Sant'angelo, Ostia ed altri territori. Eugenio li scomunicò privandoli di ogni dignità servendosi anche dell'aiuto di Giovanna II di Napoli. Ma ormai i Colonna erano suoi nemici giurati.
Il Concilio di Basilea previsto da Martino V venne convocato sotto la presidenza del Cardinale Cesarini già designato dal papa precedente.
Il concilio proseguiva fiaccamente con l'assenza di molti vescovi e cardinali, così Eugenio decise di scioglierlo e di trasferirlo d'autorità da Basilea a Bologna. Molti cardinali, offesi da questa decisione, non vi parteciparono raccogliendo l'appoggio di molte autorità e riaffermando di fatto la prevalenza del Concilio sul papa.
L'imperatore Sigismondo, desideroso di avere la consacrazione a Roma, fece da mediatore tra il papa e i vescovi conciliari e si giunse ad un accordo: il papa avrebbe riconvocato il concilio a Basilea a patto che si annullasse ogni deliberazione precedente.
Sigismondo fu incoronato, ma una volta ottenuta la corona se ne tornò a Basilea lasciando il territorio pontificio in balia delle truppe ri Francesco Sfrza e di Niccolò Fortebraccio. A Roma intanto i Colonna avevano sobillato il popolo contro il papa che dal canto suo ritenne opportuno scappare e dopo una fuga alquanto avventurosa approdò a Pisa quindi a Firenze.
Intanto a Roma si era imposto Leone Sforza che riassoggettava la città alla sovranità del papa.
Eugenio convocò un concilio a Firenze ma di fronte all'evidente fallimento lo dichiarò chiuso convocandone un altro a Ferrara nel 1438.
Nel frattempo i vescovi favorevoli ad una supremazia conciliare, restarono a Basilea per affermare la supremazia della loro idea ed eleggere un nuovo papa, un laico: Amedeo VIII di Savoia detto il Pacifico, che prese il nome di Felice V, l'ultimo antipapa della storia.
Felice, completamente digiuno di cose ecclesiastiche, volle accanto a sé un insigne umanista, Enea Silvio Piccolomini che diverrà poi papa col nome di Pio II. Si creò così un piccolo scisma che si concluderà con la sottomissione di Felice al nuovo papa, Niccolò V.
Eugenio fece restaurare il Pantheon e parzialmente il Colosseo; commissionò al Filarete la porta bronzea della Basilica di San Pietro, istituì la carica di Governatore di Roma.
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