|
|
|
BIOGRAFIE |

206 - MARTINO V

Laziale n. 1368 - m. 1431
Pontificato 1417 - 1431
Nome: Oddone Colonna
Uscì eletto, come abbiamo visto, dal concilio di Costanza nel 1417 il cardinale diacono Oddone Colonna che assunse subito la presidenza del Concilio.
Oltre a ribadire lla condanna contro le eresie di Wycliff e di Huss, furono stabiliti accordi con le diverse nazioni per quanto rigauardava i tributi ecclesiastici.
Wycliff e di Huss che si rifiuttarono di ritrattare, finirono al rogo, ma le loro idee saranno presto propedeutiche per le teorie luterane.
Martino giunse a Roma dopo tre anni dalla sua elezione.
Dovette scendere a patti con il condottiero Braccio da Montone che controllava gran parte dei territori pontifici nell'Italia centrale, cedendogli i feudi di Perugia e di Assisi nonché il titolo di Vicario pontificio.
Fece un accordo di pace anche con Giovanna II regina di Napoli, per lo sgombero delle truppe napoletane da Roma.
Finalmente nel 1420 il papa faceva il suo ingresso a Roma.
I romani lo accolsero bene: finalmente un papa romano, un Colonna, dopo 135 anni.
Roma era ridotta al lumicino, in uno stato di spaventosa miseria e abbandono: le case distrutte, le strade luride, le chiese diroccate.
Martino si mise all'opera per rendere la città più vivibile; ripristinò i magistri viarum, una sorta di polizia urbana che doveva controllare la percorribilità, la sicurezza e la pulizia delle strade. Si dedicò al restauro delle chiese chiamando a Roma grandi artisti del tempo quali Masaccio, e Gentile da Fabriano.
Fece un piano regolatore per la città e le diede una unità amministrativa.
Anche lui fu un forte nepotista affidando le più importanti cariche ad i suoi parenti, ma fu più per una questione di fiducia che per la ricerca di magnificenza familiare. Infatti questo papa sdegnò lo sfarzo e i lussi che avevano caratterizzato tanti suoi predecessori.
Nel 1423 indisse il quinto Giubileo, rinnovò la devozione all'eucarestia e approvò l'istituzione di molte congregazioni religiose.
Dovette di nuovo affrontare la fronda di ribellione che serpeggiava tra il clero francese e si propose di indire un Concilio a Basilea ma morì prima di poterlo attuare. Fu sepolto in San Giovanni in Laterano con l'epigrafe "Temporum suorum felicitas".
| |
| |
|