Nel marasma delle lotte cittadine per la conquista del potere, fu eletto Cosimo Migliorati che prese il nome di Innocenzo VII.
Pur essendo stato eletto però, il papa non poté prendere possesso né del Vaticano, né del Campidoglio né di Castel Sant'Angelo, tutti posti cruciali in mano agli insorti.
Chiamò in aiuto Ladislao di Napoli che giunse a Roma e insediò il papa in cambio di una futura legittimazione delle sue pretese sul regno napoletano.
L'antipapa Benedetto XIII chiese un incontro ad Innocenzo per conporre lo scisma, ma il papa di Roma si rifiutò di incontrarlo; a questo punto una delegazione di romani si recò da lui accusandolo di non fare nulla per sanare lo scisma che affliggeva l'occidente, ed un nipote del papa reagì violentemente facendo uccidere 11 dei delegati.
La popolazione romana si ribellò a questo eccidio e il papa fu costretto a fuggire a Viterbo chiedendo aiuto a destra e a sinistra e scomunicando chi questo aiuto non era disposto a prestare.