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BIOGRAFIE |

202 - URBANO VI

Campano n. 1318/20 - m. 1389
Pontificato 1378 - 1389
Nome: Bartolomeo Prignano
I sedici cardinali radunati in conclave sentivano il popolo romano urlare per le strade: "Romano lo volemo, o almanco italiano!" e italiano fu.
Uscì eletto Bartolomeo Prignano che però non si trovava a Roma e il popolo, credendo che fosse stato eletto un altro francese fece irruzione nel Laterano. I cardinali, impauriti, per calmare la folla dissero che era stato eletto il vecchio cardinale Francesco Tebaldeschi.
Da parte dei sei cardinali rimasti in Francia venne la richiesta di trasferire la sede ancora ad Avignone, ma il nuovo papa Urbano VI oppose un fermo rifiuto. A questo punto si ebbe una scissione tra cardinali francesi e italiani: i primi dichiararono nulla l'elezione del papa perché fatta sotto pressione della folla, i secondi la confermavano regolare.
I cardinali ribelli elessero un antipapa proprio nella persona di quel cardinale sanguinario che, a capo di un'armata, aveva seminato terrore ed eccidi nello Stato pontificio: Robert di Ginevra che prese il nome di Clemente VII .
Si verificava così lo Scisma d'Occidente.
I regnanti europei si schierarono diversamente: l'imperatore Carlo IV, i re di Ungheria, Polonia, Svezia, Danimarca, Inghilterra, Fiandre e Italia dalla parte di Urbano IV; Castiglia, Aragona, Portogallo erano incerti; la regina di Napoli Giovanna e il re di Francia Carlo V si schierarono dalla parte di Clemente VII che è considerato dalla Chiesa antipapa.
Dopo un tentativo fallito di impadronirsi di Roma, Clemente VII tornò ad Avignone.
Urbano non si sentiva sicuro e temeva un ritorno di Clermente in forze, così cercò un appoggio sicuro. Scomunicò la regina di Napoli Giovanna per aver favorito l'antipapa e invitò Carlo di Durazzo ad impadronirsi del regno consacrandolo re col nome di Carlo III. Giovanna finiva sconfitta e strangolata, Carlo invitò il papa a Napoli ma rifiutò di comportarsi da vassallo, anzi lo tenne praticamente prigioniero.
Il papa riuscì a trasferirsi a Nocera e lì proclamò 29 nuovi cardinali. Tra questi però serpeggiava il malcontento per il dispotismo papale ed alcuni di essi si schierarono dalla parte di Carlo.
Indispettito e sentendo odore di fronda, Urbano ne fece arrestare sei e scomunicò il re, che per tutta risposta pose d'assedio Nocera per sei mesi.
Liberato dal conte Raimondo di Nola al quale dovette pagare un ingente riscatto, Urbano riparò a Genova dove non mancò di rivalersi sui cardinali "traditori" facendoli imprigionare ed uccidere.
Questo fatto gli alienò ancora di più le simpatie degli altri cardinali che si avvicinavano sempre di più a Clemente VII.
Timoroso di agguati e di complotti continuò a spostarsi nelle varie città italiane finché giunse a Roma dove, con la bolla Dominus Noster ridusse la cadenza del giubileo da 50 a 33 anni (gli anni di Cristo) facendo cadere il successivo Anno Santo nel 1390.
Fu l'unico atto concreto di questo papa.
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