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BIOGRAFIE |

176 - INNOCENZO III

Laziale n. 1160/61 - m. 1216
Pontificato 1198 - 1216
Nome: Lotario dei Conti di Segni
Lotario dei conti di Segni, nato in ciociaria, fu destinato giovanissimo alla carriera ecclesiastica. Fu eletto papa a soli 38 anni col nome di Innocenzo III.
Uomo colto, preparato e dal carattere energico, porterà la Chiesa al vertice del potere in un momento di grande crisi sia temporale che spirituale. Basti dire che nelle sei settimane che passarono dalla sua elezione alla sua incoronazione, riuscì ad avere in pugno Roma eleminando il senato con un colpo di mano e sostituendo tutti i funzionari civili con personale clericale o obbligandolo a prestargli giuramento di obbedienza.
La riorganizzazione interna di Roma era solo una premessa per una riorganizzazione più ampia dello Stato della Chiesa in una visione teocratica che arrogava al papa il dominio assoluto su tutti i poteri della terra, in virtù non soltanto del Constitutum Constantini il famigerato falso di cui si è già detto, ma ora anche in virtù di motivi religioso-filisofici che affermavano il primato di Pietro, quindi del potere divino incarnato dal papa, il Cristo in terra.
La teocrazia come alibi al potere temporale e all'espansione territoriale che ha sempre caratterizzato la Chiesa e lo Stato pontificio prima e dopo Innocenzo.
La moglie di Enrico VI aveva fatto incoronare il figlioletto Federico a soli 3 anni e per testamento ne affidava l'educazione al papa fino al raggiungimento della maggiore età. Una soddisfazione non indifferente per il papa che poteva in questo modo profittare del vuoto di potere dell'impero.
La corona imperiale veniva intanto contesa da Ottone e Filippo. Inizialmente il papa stette a guardare e infine decise di parteggiare per Ottone che gli promise la restituzione dei beni di Matilde di Canossa ed altre concessioni territoriali.
Ma prevalse Filippo, e a questo punto Innocenzo entrò in trattative col vincitore "mollando" Ottone.
Sfortunatamente Filippo fu assassinato e Ottone tornò in auge.
Con le capriole proprie della politica, Innocenzo riprese allora le trattative con Ottone che riconfermò le promesse fatte; il papa lo incoronò imperatore ma Ottone si guardò bene dal mantenere le promesse.
Innocenzo a questo punto decise di utilizzare l'unica arma che gli restava: Federico, il legittimo erede al trono, che però aveva solo 16 anni, appoggiando la sua candidatura.
Federico fu eletto re col nome di Federico II e giurò solennemente al papa di non unificare mai i territori dell'impero e il Regno normanno sotto un'unica corona.
Innocenzo aveva acquistato in queste vicende un prestigio che l'aveva visto arbitro e guardiano della legge nelle grandi questioni europee, perciò non fa meraviglia se tutti i re d'Europa si dichiararono vassalli del papa.
In questo periodo erano nati in Europa molti movimenti religiosi che auspicavano il ritorno della chiesa all'originale povertà e semplicità di costumi: gli Umiliati, gli Spirituali, i Gioachimiti ecc, che non potevano essere considerati eretici in quanto non mettevano in discussione i dogmi della Chiesa, ma non potevano certo essere approvati e tollerati da un papa teocratico che vedeva nel potere temporale il massimo obiettivo del proprio pontificato.
Con Innocenzo III finisce la tolleranza verso il dissenso per entrare in quello spirito inquisitorio che vedrà d'ora in poi stroncato con il rogo, con le stragi, con le armi degli eserciti vassalli qualunque voce eterodossa e non conforme alle posizioni papali.
Fu Innocenzo III ad organizzare la "crociata" contro gli Albigesi, nel 1208, infiammata dagli incitamenti al massacro da parte di San Domenico Guzman che portò allo sterminio di migliaia di persone colpevoli solo di pensarla diversamente.
Si salvarono solo quei movimenti pauperistici che si limitavano ad una vita contemplativa e penitente senza alzare troppo la voce contro chi stava in alto e che concordarono la Regola come veri e propri ordini religiosi obbedienti a Santa Madre Chiesa. Uno di questi fu l'ordine Francescano, approvato dallo stesso Innocenzo.
Altrettanta e forse maggiore approvazione trovò presso questo papa l'ordine voluto da San Domenico, l'ordine preposto all'Inquisizione, allo sradicamento delle eresie, il braccio destro della sua politica teocratica.
Innocenzo celebrò il proprio trionfo temporale indicendo il concilio ecumenico Laterano IV cui partecipò praticamente tutto l'alto clero europeo nel quale, oltre a confermare i dogmi della transustansazione e l'obbligo per tutti i cristiani di confessarsi e comunicarsi a Pasqua, vennero condannate come eretiche le teorie di Gioacchino da Fiore e fu indetta nel 1202 la quarta crociata contro i Turchi.
Con Innocenzo III inizia la tradizione degli stemmi papali.
Morì a Perugia e fu sepolto nella Cattedrale di quella città. In seguito le sue spoglie furono traslate in Laterano.
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