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BIOGRAFIE |

139 - SILVESTRO II

Belliac (Francia) n.950 ca. - m. 1003
Pontificato 999 - 1003
Nome: Gerberto d'Aurillac
Altra nomina imperiale caduta su Gerberto, uomo di grande cultura che si interessava a tutto lo scibile dell'epoca.
Questo suo amore per le scienze gli valse l'appellativo di "papa mago". Molte le leggende sul suo conto e si sparse la voce che per essere eletto pontefice avesse fatto un patto col diavolo.
E' più credibile invece che la sua curiosità di conoscenza in ogni campo, anche esoterico, in un'epoca in cui questo atteggiamento destava grandi sospetti, gli abbia attaccato addosso la qualifica di mago stregone.
E' possibile che egli abbia praticato arti magiche ed anche che grazie ad esse si sia conquistato l'appoggio di potenti personaggi (non dimentichiamo che la superstizione e la dabbenaggine sono ben vive ancora oggi malgrado tutta la nostra evoluzione tecnologica) ma come sempre le leggende vanno oltre nel descrivere i poteri demoniaci del personaggio.
Atteniamoci alla storia.
Riuscì ad entrare nelle grazie di Teofane, regina-madre di Ottone III e questo fece la sua fortuna.
Nominato arcivescovo di Reims nel 991 grazie all'appoggio di Ugo Capeto contro la volontà di Giovanni XV, venne da questi sospeso e scomunicato, salvo essere reintegrato nella carica l'anno successivo.
Divenne consigliere di Ottone III a Magdeburgo e nel 998 arcivescovo di Ravenna.
Fu eletto papa nel 999, il primo papa francese. Dimenticata l'accusa di apostasia e la scomunica.
In simbiosi con Ottone III, li accomunava l'ideale imperiale di Roma in una renovatio imperii Romanorum che mai si realizzarà.
Correva l'anno 1000, con tutte le profezie e i timori escatologici per la fine del mondo che avrebbe dovuto ricondurre l'umanità all'originaria purezza.
Passata la paura dell'apocalisse, tornarono i soliti problemi con le irrequiete famiglie baronali romane e le ribellioni popolari; nel 1002 Ottone III morì senza eredi e nel clima di confusione generale Arduino d'Ivrea riuscì a farsi nominare re d'Italia con l'appoggio di alcuni feudatari.
Il nuovo imperatore, Enrico II di Baviera, era troppo occupato da problemi interni per interessarsi all'Italia.
Le cronache raccontano che Silvestro sia morto mentre celebrava messa in Santa Croce in Gerusalemme ma è più probabile che sia stato assassinato.
Ancora la leggenda racconta che prima di morire abbia chiesto di essere messo su un carro e sepolto dove il carro si fermava. Il carro si fermò nell'atrio del Laterano e lì fu sepolto Silvestro.
Un'altra leggenda racconta che dalla sua tomba trasudasse acqua nell'approssimarsi della morte di un papa.
Nel 1684 il sarcofago venne aperto e il corpo di Silvestro fu trovato intatto ma un attimo dopo l'aria ridusse tutto in polvere e si diffusero nell'aria i profumi dell'imbalsamazione.
Tanto per la cronaca, Silvestro II fu il primo papa a lanciare l'idea di una crociata per liberare il Santo Sepolcro, ma i tempi non erano maturi e la cosa finì lì.
Dopo la morte di Silvestro si susseguirà una serie di papi-fantoccio nominati dalle grandi famiglie baronali romane, che non lasceranno traccia di sé nella storia della città.
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