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BIOGRAFIE |

111 - FORMOSO

Romano n. 816? - m. 896
Pontificato 891 - 896
Nome: Formoso
Al finire del primo millennio, Roma era preda delle lotte fra le famiglie dell'aristocrazia baronale per il predominio sulla città.
Il prestigio del papato, che per diversi secoli aveva cercato il primato in Occidente, era molto decaduto proprio a causa delle lotte intestine dell'aristocrazia laica ed ecclesiastica tese ad impadronirsi del patrimonio della Chiesa.
Abbiamo già incontrato Formoso protagonista della politica della Chiesa con i papi precedenti, schierato nel partito filo-germanico.
Fu eletto grazie all'appoggio di Arnolfo imperatore di Germania e del marchese del Friuli Berengario, recentemente sconfitto da Guido di Spoleto nella corsa alla corona di re d'Italia.
Il partito filo-franco non aveva più ragion d'essere, per cui gli spoletini se ne erano creato uno nazionalista che faceva capo al diacono Sergio, antagonista di Formoso nell'elezione del papa e perciò suo nemico.
Intanto Guido di Spoleto non si faceva problemi nel compiere scorribande nel territorio della Chiesa, finché Formoso decise di chiedere aiuto ad Arnolfo.
L'imperatore scese in Italia ma si limitò ad esigere il vassallaggio dei principali signori del nord e se ne ritornò in Germania senza colpo ferire.
Guido riprese il comportamento di sempre ripromettendosi di assalire in modo definitivo lo Stato della Chiesa, ma di lì a poco morì e gli successe suo figlio Lamberto che si recò a Roma per ricevere dal papa l'incoronazione imperiale.
Formoso si trovava tra due fuochi e non sapendo che pesci prendere temporeggiò mandando però una richiesta d'aiuto ad Arnolfo.
L'imperatore scese stavolta con un potente esercito con l'intenzione di eliminare definitivamente i pretendenti al trono italiano e avocare a sé il titolo.
Lamberto si asserragliò a Spoleto e sua madre, la terribile Ageltrude, organizzò la difesa di Roma spingendo il partito spoletino alla rivolta. Il diacono Sergio fece prigioniero il papa e lo rinchiusero a Castel Sant'Angelo rifugiandosi nella Città Leonina.
Arnolfo aveva forze superiori e riuscì ad entrare a Roma e conquistarla mentre Ageltrude e i suoi fuggivano a Spoleto.
Formoso fu liberato ed incoronò Arnolfo.
L'odio tra Formoso e gli spoletini divenne totale e insanabile.
Arnolfo si diresse a Spoleto per annientare le difese della città ma fu colpito da una paralisi e dovette tornare in Germania ormai inerme.
La situazione si capovolse: gli spoletini provocarono una serie di rivolte e di disordini a Roma e Formoso morì quasi certamente avvelenato.
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