|
|
|
BIOGRAFIE |

107 - GIOVANNI VIII

Romano n. 820? - m. 882
Pontificato 872 - 882
Nome: Giovanni
Fu un papa energico che tentò di recuperare alla Chiesa il prestigio a cui l'aveva fatta giungere Nicolò I.
Roma era dilaniata da disordini interni provocati dalle due fazioni, una filo-franca, una filo-germanica e, come se non bastasse, era preda delle solite scorrerie saracene.
Giovanni ebbe un pontificato punteggiato da errori e debolezze; accusò ingiustamente il vescovo di Porto, Formoso, di aver partecipato ad una congiura contro di lui. Cedette alle pressioni dell'imperatore d'Oriente Basilio e tolse la scomunica al Patriarca Fozio, quello stesso che era stato scomunicato da due suoi predecessori.
Ludovico II era morto e la dinastia carolingia era in preda a lotte interne per la conquista della corona imperiale che veniva contesa tra Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico.
Giovanni, avverso alla parte germanica, convocò a Roma Carlo il Calvo per incoronarlo e il re non se lo fece ripetere due volte. Carlo sborsò una somma enorme per comprarsi il favore dei romani e alla sua incoronazione imperiale seguì quella a re d'Italia che riscosse però la freddezza della grande nobiltà.
Tanto zelo da parte del papa non trovò alcun riscontro concreto da parte di Carlo che semplicemente se ne infischiò delle pressanti richieste del papa per debellare il pericolo i saraceno.
Tentò di formare una lega con le città marinare della Campania ma la risposta fu tiepida in quanto queste stesse città intrattenevano grossi commerci con quei popoli. Allora il papa organizzò una flotta a capo della quale si pose lui stesso e riuscì a sconfiggere la flotta saracena, ma si trattava di un episodio isolato e ben presto i predoni tornarono alle solite scorribande sul Tevere.
Non potendo contare su alcun aiuto, Adriano accettò l'umiliazione di pagare un pesante tributo ai saraceni per salvaguardare la città.
Morto Carlo il Calvo, la Chiesa fu alla mercé dei duchi di Spoleto che non tardarono a farla da padroni a Roma e a saccheggiarla. Il papato ora risultava indifeso poiché non poteva più contare sulla protezione dei Franchi.
In conclusione Giovanni fu un papa che si occupò esclusivamente dei problemi temporali trascurando completamente quelli religiosi e non esitando a scendere a qualunque compromesso pur di barcamenarsi nelle diverse situazioni che venivano a crearsi nel torbido gioco politico di quei tempi.
| |
| |
|