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BIOGRAFIE |

94 - STEFANO III

Siciliano n.? -m. 772
Pontificato 768 - 772
Nome: Stefano
Con Paolo I ancora vivo ma morente, si scatenarono a Roma le fazioni per l'elezione del nuovo papa. Il duca di Nepi Totone venne a Roma con una schiera armata e appena Paolo morì, alla presenza dei notabili romani impose l'elezione di suo fratello Costantino che per altro era un laico. A questo pose rimedio facendogli conferire tutti gli ordini religiosi nello stesso giorno.
L'elezione era naturalmente illegale perché fatta in assenza del clero romano, così il primicerio Cristoforo e il figlio Sergio si recarono a chiedere aiuto a Desiderio che diede loro un piccolo contingente capeggiato da Valdiperto con cui entrarono in Roma e sconfissero Totone.
Costantino fu imprigionato e Valdiperto tentò un colpo di mano facendo eleggere un presbitero filo longobardo di nome Filippo. Il primicerio Cristoforo, responsabile della Chiesa nel periodo di sede vacante, ordinò l'annullamento della cerimonia e impose al monaco di rientrare in convento.
Filippo obbedì vedendo tramontare in una sola giornata la sua parabola papale.
Il clero romano reagì e impose il presbitero Stefano che venne eletto papa col nome di Stefano III.
I contrasti tra le varie fazioni continuavano; Costantino fu accecato e Valdiperto finì trucidato dal popolo.
Stefano decise di convocare un concilio per chiarire definitivamente le regole sull'elezione del pontefice, perciò chiese agli eredi di Pipino ormai morto, Carlo e Carlomanno, di inviare dei vescovi franchi in rappresentanza.
Costantino fu processato e pestato, forse ucciso in pieno concilio, per aver osato portare a propria difesa i precedenti di papi laici regolarmente eletti. Il concilio stabilì che l'elezione del papa spettava esclusivamente al clero lasciando ai laici il solo diritto di acclamazione dell'eletto.
Tuttavia Roma era ben lungi dall'essere pacificata. Cristoforo e Sergio, appartenenti ad una potente famiglia, spadroneggiavano e Stefano, non potendosi rivolgere agli eredi di Pipino in discordia fra di loro, tentò un riavvicinamento con i longobardi.
Desiderio giunse a Roma con l'esercito, Cristoforo e Sergio furono uccisi ma Carlo non gradì affatto l'intervento di Desiderio. Essendo morto nel frattempo Carlomanno egli era rimasto unico re e dopo un anno di matrimonio ripudiava Desiderata eliminando il legame familiare che lo univa a Desiderio.
Stefano si riavvicinò a Carlo ma morì prima di vedere i risultati di questa rinnovata e decisiva allenaza tra i Franchi e la Chiesa di Roma.
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