Questo papa allontanò i monaci voluti da Gregorio nell'amministrazione della Chiesa e li sostituì con il clero secolare.
Paolo Diacono racconta che, permanendo la carestia, aprì i granai al popolo, ma a pagamento, e questo provocò la reazione dei più poveri che andarono da lui in delegazione per rinfacciargli che papa Gregorio sfamava il popolo gratis.
Sabiniano rispose che Gregorio pur di accaparrarsi il favore della gente e crearsi la nomea di benefattore avrebbe sfamato il mondo intero; la risposta di un uomo che portava rancore al papa precedente per averlo destituito da un incarico di prestigio e che non digeriva l'amore che il popolo ancora conservava per il suo predecessore.
Il suo livore arrivò al punto di accusare Gregorio di aver dissipato i beni della Chiesa e di bruciarne alcuni scritti.
Una leggenda racconta che Gregorio apparve in sogno a Sabiniano e lo ammonì a comportarsi bene, ma visto che questi faceva orecchi da mercante, dopo ripetute apparizioni e ammonimenti, lo colpì in testa con il suo pastorale e Sabiniano morì tra "orribili tormenti".
In realtà morì probabilmente di morte violenta a seguito di un tumulto popolare e si dice che il corteo funebre partito dal Laterano potè raggiungere San Pietro solo attraverso viuzze nascoste per sfuggire alla furia del popolo affamato.