
59 - VIGILIO

Romano n.? - m. 555
Pontificato 537 - 555
Nome: Vigilio
Nunzio alla corte di Costantinopoli, seppe accattivarsi le simpatie di Teodora, moglie dell'imperatore Giustiniano, e di Antonina, moglie di Belisario, entrambe in odore di eresia, assecondando le loro idee.
Belisario, corrotto da Vigilio, fece deporre con la forza Silverio e impose l'elezione di Vigilio ad un senato romano e ad un clero terrorizzati.
La sua elezione non poteva però essere legittima se papa Silvestro era ancora in vita e così pare che lo abbia "aiutato" a morire di fame nell'isola di Palmaria dove era relegato.
Gregorovius lo definisce uno "scellerato", arrivato al papato con la corruzione e l'assassinio.
Una volta nel pieno dei suoi poteri, Teodora gli presentò il conto, chiedendogli di riabilitare alcuni eretici condannati dai suoi predecessori. Silverio fece resistenza e Teodora si sentì ingannata.
Vigilio fu tradotto con la forza a Costantinopoli dove si tenne un concilio, e qui cercò di bilanciarsi tra le richieste dell'imperatore e l'esigenza di ortodossia, al punto da perdere ogni credibilità rinnegando più e più volte le sue stesse posizioni.
Giustiniano, stanco dei tira e molla di Vigilio, ne ordinò l'arresto ma il papa fuggì, viene ripreso e fuggì di nuovo.
Infine, isolato e malato, impaurito dalla sorte che lo attendeva, forse il martirio, Vigilio cedette a tutte le richieste di Giustiniano avallando in pratica le eresie e smentendo i concili precedenti, dimostrandosi in tal modo papa indegno della carica che ricopriva.
Giustiniano nel 554, a seguito di queste vicende, emanò la Prammatica Sanzione un editto con cui affermava che l'elezione del papa da parte del Senato e del clero romano non sarebbe stata legittima senza l'approvazione dell'imperatore.
Vigilio fu libero di tornare a Roma ma morì sulla strada del ritorno.
Fu sepolto in Santa Priscilla e nessuna insegna lo ricorderà al culto.
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