La notizia della morte di Agapito giunse a Roma dove Teodato attendeva il risultato dell'ambasceria.
Egli impose in tutta fretta l'elezione del diacono Silverio, figlio di papa Orsmida.
Teodato veniva destituito e poi ucciso dai suoi soldati e al suo posto era eletto Vitige che decise di ritirarsi a Ravenna mentre Belisario entrava a Roma.
La città tornava sotto l'egida dell'impero e Bellisario ordinò la fortificazione della città per attendere l'arrivo dell'esercito di Vitige.
Di lì a qualche mese Vitige tornò con l'esercito e pose d'assedio Roma.
Intanto Teodora, moglie di Giustiniano, tramava contro il papa per mettere al suo posto un suo protetto, Vigilio.
Con un complotto ben organizzato riuscì a far risultare Silverio un traditore che parteggiava segretamente per i Goti e Belisario, tratto in inganno, depose il papa che fu spogliato della sua dignità ed esiliato nell'isola di Palmaria dove morì e fu sepolto.