Indisse un nuovo concilio a Roma per ribadire la condanna dell'eresia di Eutiche.
Dispose che per diventare prete fosse richiesta una cultura sufficiente e che la nomina dei vescovi fosse subordinata all'assenso del vescovo metropolitano.
Stabilì inoltre che né il vescovo né il papa potessero designare il proprio successore.
Mentre Roma era al suo minimo storico in fatto di popolazione e di miseria, questo papa impiegò i cospicui fondi pervenuti alla Chiesa da donazioni, per arricchire le chiese di tesori preziosissimi ignorando le reali necessità della cittadinanza. Per questo la figura di Ilario perde la valenza sociale che invece aveva caratterizzato Leone I, ma purtroppo il suo esempio sarà quasi costantemente seguito dai suoi successori.
Fu sepolto in San Lorenzo fuori le Mura.