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BIOGRAFIE |

45 - LEONE I (Santo)
Toscano n.? - m. 461
Pontificato 440 - 461
Nome: Leone (santo)
Leone fu eletto all'unanimità dal clero e dal popolo romano.
Il suo regno ha lasciato un segno nella storia del papato affermando in modo decisivo il primato di Roma nel mondo cristiano.
Per questo, Leone I viene considerato il "primo papa" e la Chiesa, non potendo affermare un concetto così "terreno" riguardo ai discendenti di Pietro, gli riconosce l'appellativo di "Magno", Leone I il Grande.
Egli dovette combattere su due fronti: le eresie e i barbari.
Sul fronte delle eresie dovette combattere quella di Eutiche che affermava la natura esclusivamente divina di Cristo (opposta a quella di Ario).
Questa dottrina fu condannata una prima volta nel concilio di Costantinopoli ma nel successivo concilio di Efeso, grazie all'intervento dell'imperatore Teodosio, favorevole a Eutiche, questi venne assolto.
Solo con la morte di Teodosio Leone riuscirà a veder ripristinata l'ortodossia. Convocò un concilio a Calcedonia nel quale venne riaffermata l'incarnazione di Cristo e la sua doppia natura. In questo Concilio venne altresì riconosciuto il primato del vescovo di Roma.
Intanto gli Unni sono ad Aquileia e Attila sembra avere tutte le intenzioni di fare un salto a Roma. Valentiniano non è in grado di affrontare gli Unni e decide di mandare un'ambasceria della quale fa parte anche Leone I.
Attila si ritira e da questo evento nasce la leggenda, tramandata fino ai giorni nostri, secondo la quale Leone avrebbe compiuto un miracolo ordinando ad Attila di ubbidire alle esortazioni del rappresentante di Cristo.
E' più probabile che Leone abbia dato fondo alle casse del tesoro di San Pietro per pagare la salvezza di Roma e che Attila, considerato il pericolo che gli venisse tagliata la via del ritorno dalle truppe imperiali, abbia ragionevolmente preferito accontentarsi.
E' un fatto che gli Unni se ne tornarono da dove erano venuti e che ormai il popolo romano individuava il grande protettore della città nel proprio vescovo e non certo in un governatore, rappresentante di un impero impotente e assente.
Evitato il pericolo Attila, arrivò Genserico con i suoi Vandali, che non ebbe altrettanto rispetto di Roma: la saccheggiò con tale violenza che il nome "vandalo" è rimasto a sinonimo di "distruttore".
Leone si dedicò a ricostruire la città sulle rovine che avevano lasciato i vandali e all'assistenza del popolo stremato.
Questo confermò, nel cuore dei romani rimasti, che solo nel successore di Pietro potevano vedere il Defensor urbis.
Leone fece edificare la Basilica Eudossiana (S. Pietro in vincoli)
Fu sepolto nell'antica Basilica di San Pietro e quando fu edificata la nuova il suo feretro fu sistemato sotto l'altare a lui dedicato.
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