Morto Costantino, i suoi figli si occuparono meno di questioni teologiche lasciando così maggiore autonomia al papa, ma non mancarono di ingerirsi nelle questioni della Chiesa quando lo ritenevano opportuno.
Persistendo l'eresia ariana e le numerose diatribe sulle nomine vescovili, l'imperatore Costante convocò un concilio a Sardica durante il quale vennero stabiliti venti canoni che riformavano la disciplina ecclesiastica e soprattutto riaffermano la supremazia della Chiesa di Roma su quella d'oriente; si completavano così le decisioni del concilio di Nicea.
Giulio fondò il primo archivio della Santa sede, ordinando la conservazione e la catalogazione di tutti gli atti riguardanti donazioni e legati fatti alla Chiesa.
Alla sua morte fu sepolto nel cimitero di Calepodio.