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33 - SILVESTRO I (Santo)



Romano n.? - m.335
Pontificato 314 - 335
Nome: Silvestro (santo)

In un momento tanto delicato e decisivo per le sorti della Chiesa ci si sarebbe aspettata l'elezione di un vescovo dalla forte e vitale personalità, invece il ventennio di Silvestro I fu sostanzialmente fiacco e insignificante.
Totalmente succubo di Costantino, ne fu in pratica l'uomo di paglia di cui l'imperatore seppe abilmente servirsi per consolidare il proprio potere, consapevole dell'ormai inarrestabile diffusione e radicamento del cristianesimo.
Costantino, infanticida, omicida, uxoricida per motivi familiari, aveva assunto la religione cristiana per scopi politici senza comprenderne a fondo lo spirito, quindi il suo interesse precipuo era la salvezza dello Stato, non certo gli interessi della Chiesa.
Egli non poteva concepire che vi fosse un potere superiore al suo o a latere o autonomo rispetto al suo.
Intorno alle figure di Costantino e di Silvestro aleggiano molte leggende postume, create per riabilitare la figura di questo papa che in buona sostanza delegò a Costantino anche il governo della Chiesa.
Una di esse racconta che Costantino, non ancora cristiano, si ammalasse di lebbra. Una notte gli apparvero in sogno gli apostoli Pietro e Paolo che gli consigliarono di chiamare papa Silvestro. Questi arrivò e lo battezzò, compiendo nel contempo il miracolo della prodigiosa guarigione (in realtà Costantino fu battezzato solo poco prima di morire da un prete ariano). Così l'imperatore si convertì e concesse la libertà di culto ai cristiani.
Naturalmente si tratta solo di una leggenda agiografica mirata ad ingrandire la figura di papa Silvestro.
Ma a rendere notevole il nome di questo papa nella storia, fu un altro avvenimento di portata epocale: un falso storico.
Verso il 753, dopo il trasferimento delle sede imperiale da Roma a Costantinopoli, incominciò a circolare un documento: il Constitutum Constantini, secondo il quale il quale l'imperatore Costantino avrebbe lasciato la Chiesa erede dell'Impero Romano d'Occidente.
Questo documento fu alla base della pretesa supremazia della Chiesa sull'impero, che sarà il motivo del contendere fra questi due poteri per tutto il Medioevo e la base sulla quale la Chiesa affermerà il proprio diritto ad un regno temporale.
Nel 1248 Innocenzo IV farà immortalare nella chiesa dei SS. Quattro la leggenda della donazione.
Bisognerà attendere il XV secolo, quando un valente umanista, Lorenzo Valla, scrisse un libello: De falsa et ementita Constantini donatione nel quale svelava in modo inconfutabile la truffa secolare del Costitutum Constantini attirandosi naturalmente le ire dell'inquisizione.
A seguito delle gravi eresie che circolavano in questo tempo, Costantino convocò un concilio regionale ad Arles nel 314 per combattere l'eresia dei Donatisti ed uno ben più importante a Nicea nel 325 (primo concilio ecumenico) per combattere l'eresia ariana. Da entrambi fu assente papa Silvestro.
Sotto il suo pontificato la Chiesa acquisì molti beni a Roma grazie alle donazioni dell'imperatore: la Domus Faustae dove sorse in seguito S. Giovanni in Laterano; la Basilica costantiniana, poi Basilica di San Pietro; per opera di sua madre S. Elena, la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, San Martino ai Monti ecc... Silvestro fu sepolto nel cimitero di Priscilla, poi tumulato nella chiesa di San Silvestro in Capite.























































 


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