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BIOGRAFIE |

32 - MILZIADE (Santo)

Africano n.? - m. 314
Pontificato 311 - 314
Nome: Milziade o Melchiade (santo)
Galerio, grande sostenitore delle persecuzioni sotto Diocleziano, colpito da una grave malattia, emanò un editto che permetteva ai cristiani la libertà di culto aspettandosi che "In riconoscenza della nostra benignità, essi dovranno pregare il loro dio per la nostra salute."
Galerio moriva sei giorni dopo.
Massenzio a Roma si attenne all'editto di Galerio e restituì alla Chiesa i beni immobili e i luoghi di culto confiscati permettendo anche che fosse eletto il nuovo vescovo della città che fu appunto Milziade.
Dallo scontro fra Massenzio e Costantino, quest'ultimo uscì vincitore e concretamente prese atto della situazione e cioè che i cristiani erano ormai la maggioranza della popolazione romana emettendo nel 313 il famoso editto che sanciva la libertà di culto per qualunque religione.
Costantino fu osannato dai cristiani (è nota la leggenda del vessillo con la croce e la scritta "In hoc signo vinces" che apparve all'imperatore prima della battaglia di Ponte Milvio), non poté sfuggire all'ingranaggio e fu quasi coartato ad essere il protettore della religione cristiana.
Ma Costantino capì anche la grande opportunità politica rappresentata dal Cristianesimo: emanò leggi favorevoli al clero, costruì luoghi di culto (tra cui la prima basilica dedicata a San Pietro) e fece laute donazioni, insomma si auto conferì autorità politica e morale sulla Chiesa stessa.
A tal proposito, egli stesso convocò e presiedette il primo concilio (locale, non ecumenico) della Chiesa che vedeva in contrasto papa Milziade e di Donatiani, "in domo Faustae in Laterano", cioè la casa dell'imperatrice Fausta, seconda moglie di Costantino. Il palazzo del Laterano diventerà residenza del vescovo di Roma, rientrando nel novero delle donazioni fatte da Costantino alla Chiesa.
Milziade morì nel 314, ultimo vescovo di Roma ad essere sepolto nel cimitero di S. Callisto.
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