Evaristo era nato a Betlemme da genitori ebrei che lo avevano mandato a studiare in Grecia.
A Roma era stato convertito da Clemente e secondo la tradizione prese il suo posto quando questi fu esiliato nel Ponto, diventando capo della Chiesa.
Poiché la comunità cristiana si andava allargando, dovette riorganizzare il governo religioso; divise la città in parrocchie o tituli e le affidò a preti anziani che in seguito vennero chiamati cardinali (cardini dell'organizzazione ecclesiale).
Ovviamente non erano vere e proprie chiese ma luoghi in cui era avvenuto un martirio, contrassegnati da una croce, in cui i fedeli si riunivano in preghiera, che si sarebbero col tempo sviluppate.
Dispose che sette diaconi dovessero trascrivere le parole del papa affinché nessuno gli potesse attribuire cose che non aveva mai detto, in particolare eresie.
Prescrisse che i matrimoni dovessero essere celebrati in pubblico e con la benedizione del prete.
Questo papa dovette combattere le prime eresie; nei primi secoli del cristianesimo erano infatti molteplici le interpretazioni dottrinali e furono i papi, in buona sostanza a guidare ed indirizzare l'elaborazione dottrinale come ci è pervenuta oggi.