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1 - PIETRO (Santo)



Palestinese n.? - 67
Pontificato 30 - 67
Nome: Simone (martire)

Nato a Bethsaida fu tra i primi discepoli di Gesù, che mutò il suo nome in "Kéfà", in aramaico "roccia, pietra".
Predicò prima in Giudea quindi in Siria, poi venne a Roma dove fondò una comunità e continuò la sua opera di conversione diretta, ma non solo, alla comunità ebraica già esistente e numerosa nella città.
Inoltre si preoccupò di definire il primo ordinamento ecclesiastico strutturato in gerarchie.
Nominò preti o presbiteri a capo di un certo numero di fedeli, che costituivano comunità prima chiamate ecclesie poi chiese.
I vescovi o episcopi avevano funzioni di controllo su più comunità e avevano come coadiutori i diaconi che li assistevano nelle funzioni religiose e distribuivano le elemosine.
Dichiarò Roma sede Patriarcale con autorità su tutta la Chiesa fondando così la dinastia dei pontefici, vescovi di Roma.
Creò inoltre altre due sedi patriarcali: Alessandria d'Egitto con a capo San Marco, che incaricò di redigere il vangelo, e Antiochia; la prima aveva giurisdizione sull'Africa, la seconda sull'Asia.
A Roma parecchie leggende che narrano della permanenza di questo apostolo nella città.
Nel 66, a seguito delle persecuzioni neroniane, fu arrestato e gettato per 9 mesi nel carcere Mamertino.
Un'iscrizione lapidaria recita: "..In questo sasso Pietro dà di testa - spinto da sbirri et il prodigio resta"; infatti è possibile vedere sulla pietra sottostante un incavo a forma di testa.
Nel carcere sottostante, il Tertulliano c'è la colonna dove, si dice, siano stati incatenati Pietro e Paolo e un buco miracoloso da cui Pietro fece sgorgare acqua per battezzare i carcerieri (poi martiri) Processo e Martiniano.
A Santa Francesca Romana è conservata una pietra su cui sono impresse le forme delle sue ginocchia mentre pregava per far fallire il tentativo di Simon Mago di levitare e di volare dal Campidoglio all'Aventino.
Mentre fuggiva da Roma, le bende delle mani piagate caddero in terra e lì sorse la chiesa dei SS: Nereo e Achilleo, detta anche "In fasciola" proprio in ricordo di questo episodio.
Sempre in fuga da Roma, a Pietro apparve Gesù e l'apostolo gli chiese: "Domine, quo vadis?" (Signore, dove vai?). Rispose Gesù: "A Roma, per essere sepolto una seconda volta". Compresa la lezione, Pietro tornò sui suoi passi andando incontro al martirio.
Sul luogo dell'incontro (Via Appia) fu edificata la chiesetta del "Quo vadis?".
Le catene che lo tennero imprigionato sono ora custodite nella chiesa di "San Pietro in vincoli". Anche su queste catene corre una leggenda. Pare che esse originariamente fossero in due pezzi: uno aveva tenuto imprigionato l'apostolo in Palestina, uno a Roma e quando vennero in contatto si saldarono miracolosamente.
La Chiesa celebra la sua festa il 29 Giugno.

Sembra che la crocefissione, a testa in giù, sia avvenuta nei pressi dell'attuale Basilica di San Pietro e che il suo corpo sia stato sepolto in una necropoli sorta nei pressi
Oggi è possibile visitare, sotto la basilica, gli scavi di una necropoli romana e il luogo dove sorge l' Edicola (o Trofeo) di Gaio, il piccolo monumento funebre che si ritiene edificato proprio sul tumulo di San Pietro.

 


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