DECRETALI PSEUDOISADORIANE
Sotto il pontificato di Leone IV si procedette alla stesura delle Decretali pseudoisidoriane che furono redatte nella diocesi di Reims.
Si tratta di una summa di decretali inventati o manomessi che venne atribuita ad Isidoro di Siviglia, famoso dottore della Chiesa morto nel 636.
Il documento fu elaborato da un gruppo di falsificatori che raccolsero tutte le decretali, anche le più antiche, includendo tra esse anche il Constitutum Costantini. A quale scopo?
Si voleva creare un "Diritto canonico" contro la giurisdizione laica e monarchica, si voleva fonire una fattispecie giuridica ai decretali dai quali doveva emergere il primato della Chiesa di Roma sull'impero e su qualunque potere temporale laico. Ma anche sui sinodi proviciali, conferendo al papato facoltà di gudizio supremo nei confronti dei metropoliti e dei vescovi il cui ufficio e la cui autorità, sottratta all'influenza dell'imperatore, veniva ad essere ricondotta sotto l'autorità del pontefice romano.
Il papa diveniva protettore dei vescovi e della Chiesa tutta, nell'ambito di quel concetto della Mater Ecclesia a cui ogni autorità religiosa e laica doveva sottostare.
Si trattava di un clamoroso falso ma anche di una documentazione dalla quale la Chiesa non poteva prescindere per la creazione di uno Stato clericale.
L'imperatore Ottone III avanzò per primo dubbi sull'autenticità di questo documento nel X secolo, mentre il primo papa che se ne avvalse fu Leone IX (1053).
Furono gli umanisti Nicolò Cusano e Lorenzo Valla a dimostrarne in modo inconfutabile la falsità, quest'ultimo con il libello "De falsa et ementita Constantini donatione", lavoro che costò agli autori parecchi guai con l'inquisizione.
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