PROCESSO A PAPA FORMOSO
Il plenum di cardinali, vescovi, diaconi e suddiaconi, insomma tutto il clero romano, riunito in gran coinsesso in Laterano, sta per procedere ad un processo a dir poco particolare: il processo ad un cadavere.
Il cadavere è quello di papa Formoso, colpevole di aver incoronato imperatore Arnolfo di Germania al posto di Lamberto, figlio della terribile Agertrude, la "dama di ferro" che tiranneggiava Roma da mesi e che ambiva per suo figlio il prestigioso titolo.
Non contenta di aver fatto probabilmente avvelenare il papa, ora vuoleva assaporare la vendetta fino in fondo con un processo-farsa che contemplava il dileggio di un cadavere.
Il processo fu condotto con tutti i crismi: l'accusa, tenuta dallo stesso Stefano VI, tuonò infamie contro "l'imputato", mentre una difesa tremante non ebbe credito né parola.
Naturalmente il cadavere venne riconosciuto colpevole.

Private di tutte le insegne papali, le povere spoglie vennero affidate alla folla che ne fece scempio gettandone quel che restava nel Tevere, perché l'infamia non è degna neppure di una religiosa sepoltura.
Leggenda vuole che i resti del cadavere si ricomponessero miracolosamente adagiandosi su una sponda del fiume più a valle. Lì il corpo viene ritrovato da un pietoso monaco e gli venne data giusta sepoltura.
La cosa venne risaputa e il popolo si pentì della furia passata per scatenarne un'altra contro il papa che aveva permesso tutto questo: Stefano VI di lì a poco fu incarcerato e strangolato.