L'ERESIA
Il termine "eresia" viene dal greco hairesis, il cui significato etimologico è "scelta", che in seguito venne inteso come "atteggiamento culturale" senza implicare la nozione di scelta.
Paolo comincia a servirsene per deprecare la formazione di "partiti" in seno alle comunità cristiane.
Gli scritti neotestamentari attestano l'esistenza di dissensi, ma la denominazione dell'errore e delle sue modalità di rappresentazione, permangono assai diversificate e non presuppongono una concezione unificata.
La prima testimonianza di una definizione unificante, destinata in seguito a fungere da strumento politico, è l'opera di Giustino, uno dei principali apologisti greci del II secolo, morto martire verso il 165.
Giustino si serve in senso peggiorativo dell'analogia con le scuole di pensiero greco per designare i gruppi cristiani da lui ritenuti devianti: ricollega queste eresie ai loro fondatori per privarle del riferimento a Cristo e metterne in luce l'origine umana e in fin dei conti, diabolica.
Ripreso da Ireneo di Ludione, perfezionato da Clemente di Alessandria e da Origene, il modello elaborato da Giustino avrebbe avuto conseguenze decisive per la costituzione dell'eresiologia.
Esso implica una concezione dei rapporti tra ortodossia ed eresia legata al modo in cui i Padri della Chiesa raffiguravano la storia della Chiesa primitiva: l'eresia, deformazione della dottrina originale, è per forza di cose seconda rispetto all'ortodossia.
Questa semplicistica tesi implica una purezza originaria, un cristianesimo scevro da ogni influenza; è una tesi apologetica che non rende conto del modo in cui eresia e ortodossia si sono definite l'una rispetto all'altra, né dei sostrati culturali sui quali è andato sviluppandosi il cristianesimo.
Oggi appare indiscutibile che alle origini del cristianesimo non ci fu un'ortodossia alla quale si sarebbero opposte eresie. Nel suo periodo primitivo, il cristianesimo conobbe una diversità di forme e di espressioni, per cui bisogna rinunciare ad una concezione semplicistica e monolitica delle origini cristiane.
Già nel II secolo furono compilati manuali antiemetici, cioè elenchi di espressioni del cristianesimo usati per far fronte alle eresie, ma solo nel IV secolo, quando il cristianesimo diviene religione ufficiale, quegli elenchi servirono al potere civile quale strumento di repressione: l'eresia venne allora considerata un delitto.
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