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MISCELLANEA - MESTIERI |
GRIDA DEGLI AMBULANTI
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E. Meyer
Lo scrivano
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1. Aghi mezzani, longhi e piccolini
ho d'gni sorte, e tutti damaschini
2. Faccio le anella per distender panni
né con quest'arte mai esco d'affanni
3. Per coprir creature archetti vendo
de naspi e lucernari, anco m'intendo
4. Eccovi il mosto cotto e delicato
per mettere in sapore a ognuno è grato.
5. Maron francesi delicati e buoni
mangiarli dopo pranzo sono buoni.
6. Teste di porco fresche anco salate
vendo per Roma bianche e delicate.
7. Quando che puzza il quarto di capretto,
portiamo in volta, non quando è perfetto.
8. Tartarughe di bosco e d'acqua porto
conciate bene danno ogni conforto.
9. Ecco qui belli, rinali da cantare
che fanno dormire la notte e riposare.
10. Un sacco di finocchio ho qui di dietro
che vo vendendo per porlo in aceto.
11. In ogni strada insino alle zitelle
vendo, e tal hor mi gioco le ciambelle.
12. Chi sempre vuol haver piena la panza
mangiar de' sanguinacci habbi in usanza.
13. Porto lattughe, collane e camisa
sottili, e grossi ... itti la divisa.
14. Queste mie cannelle di latone
per lampade e chi vo' sono bone.
15. Mescolanza di vigna fresca, e bella
minuta e fina porto in la cestella.
16. Chi vuol lanterne ed imbottature
gridando io vo' per Roma a tutte l'hore.
17. A chi do un paro di scoperte fine
per scopetar i panni son beline.
18. Con ceci passatempo vo per Roma
et ogni giorno ne vendo una soma.
19. Ecco ventagli belli d'ohni sorte
per discacciar le mosche al caldo forte.
20. Hora menando legna, hora sgombrando
con la carrozza mia vo trionfando.
21. Chi vuol tocca lapis e penne di ottone
son qua perfettem delicate e buone.
22. O fiori, o fiori per fiorire i letti
e per pigliar i pulci son perfetti.
23. Io vo gridando tutto il giorno a l'oglio
com'è la sera, le gambe mi doglio.
24. Chi ha barrette vecchie da conciare
gli cavo l'onto, e belle, e nove pare.
25. Melloni a taglio grido a tutte l'hore,
bedetevi del grego, e fanvi honore.
26. Frittelle calde in questo piatto porto
mangiate calde danno un gran conforto.
27. Di caso bono porto i bei fiaschetti
ben fatti, lustri e bianchi, belli e netti.
28. lumache, lumachoni e lumachette
si cavan con le spille se son strette.
29. Oglio chiaro e buono ch'ora è gionto
che 'l meglio non si trova pel pan onto.
30. Chi volentieri il bon vin fresco beve
eccovi qui la fresca e bianca neve.
31. Saliere di maiolica e i bei piatti
bianchi più che la neve e anco ben fatti.
32. Per levar macchie porto d'ogni sorte
palle, e le meglio oramai sono scorte.
33. L'ambasciator del freddo io sono Martino
venuto per spazzar donne il camino.
34. Infusaglia dolce, chi vuol infarfagli
assai ne vendo a sbirri et a canagli.
35.Hor fieno, hor paglia sempre vo portando
e così vivo sempre, mai stentando.
36. Per il vino gustar son molto buoni
e saporiti questi miei sardoni.
37. Vendo cucchiari, taglieri e catini
di buon legnami, bianchi forti e fini.
38. Sete, buratti per setacciar farina
per ripassarla acciò che sia più fina.
39. Vendo cappelli e anco berrette nuove
compro le vecchie per rifarle buone.
40. In tutti i pasti è buon metter l'agresto
rinfresca il corpo, mai non è molesto.
41. Regaglie di galline, e di capponi
per far guazzetti, porto freschi e buoni.
42. Le pere moscarole saporite
vi porto, gialle e rosse e colorite.
43. Lamprede vive ed altri pesciolini
vi porto acciò, mi diate di quattrini.
44. Giacchi, pugnali vendo e spade milanesi
guanti di maglia vendo ed altri arnesi.
45. Per far acqua da conservar i panni
i triuoli vi porto senza inganni.
46. Questo traffico m'insegnò Pasquino
di vender l'acqua per comprare il vino.
47. Per un quattrino vi do' una bacchetta
che per cavalli ell'è buona e perfetta.
48. Librari siamo, e vendiam libri buoni
ancor che andiamo in volta co' guidoni.
49. Per un bajocco vi do una foglietta
di latte fresco, di nera capretta.
50. Bottoni porto qui ben lavorati
che per guarnir giubboni sono sfogiati.
51. Cipolle Garetane, e da Marino
che venti ve ne do per un carlino.
52. Di pasta, mele, muschio i confortini
faccio che per lo stomacho son fini.
53. Felce per prender mosche hora vi vendo
e secca poi con essa il foco accendo.
54. Chi tem'il caldo ed il fervor del sole
un bel cappel di paglia haver si vole.
55. O che gran cosa, mai non son satolli
di gridar tutto il giorno ceci molli.
56. Scope di paglia porto di lontano
e son per quelli, che han dura la mano.
57. Scarpe, scarpini, scarpette e pianelle
per maritate, vedove e zitelle.
58. Vendo candele a libra, et a decina
per tavola, per sala e per cucina.
59. Vo scopando le strade e la mondezza
a fiume porto con la mia destrezza.
60. Fiori di cera, coralli ed animali
appaion in carafe naturali.
61. Belle figure, historie et horationi
porto in questa canestra, et le Stationi.
62. Vi conforta lo stomacho, me udite
se bevete mattino l'acquavite.
63. Vedete qua come son tenerelli
e saporiti questi miei piselli.
64. Fichi, carchioffi, persichi e meloni
et altri frutti io vendo in sue stagioni.
65. D'oliva dolce qui porto un mastello
che il vin cotto parer fa moscatello.
66. Per ammazzare i sorgi, lupi e cani
vendo polvere e pasta in luoghi strani.
67. Io vo gridando piccioli limoni
comprateli che son perfetti e buoni.
68. Acconcio le tinozze e anco le botte
et altre massaritie, che son rotte.
69. A chi vendo una soma di carbone
buo, di castagno, ad ogni paragone.
70. Ecco la trippa bianca, bona e bella
con piedi di capretto e di vitella.
71. Tartufori vend'io per chi è ghiotto
che se ne mangeria libre ventiotto.
72. Guadagna più chi si leva al mattino
del mastro calzolalio il zavattino.
73. Ogn'un per haver statione a Roma
e di mondezza ne porto una soma.
74. Melangoli io grido, e limonelli
boni per rosto, brodetto e fegatelli.
75. Non vi è cosa che passi l'odore
delle mel'appie, ed anco han buon sapore.
76. Io porto palle di sapon muschiate
pre huomini, per donne e maritate.
77. Quello son io, che vendo reticelle
per far variare cose tutte belle.
78. Spillette porto, qui d'ogni ragione
e cinquanta al bajocco ve le dono.
79. Starne, fasani, tordi et altri uccelli
vendo per Roma, grassi freschi e belli.
80. Sono buone l'ova fresche di gallina
tolte a digiun con vino la mattina.
81. O là chi è di voi, che sia affamato
eccovi i castagnacci a buon mercato.
82. Cefali. triglie, orate e macarelli
et altri pesci vendo freschi e belli.
83. Di quadri fo il mercante
Però chi havere vo' si faccia avante.
84. Le ferule son buone a tutte lphore
ma pur le pastinache son migliore.
85. A chi ne vuol per un carlin la soma
porto la legna vendendola per Roma.
86. Cialdoni vi porto per bere l'estate
a merendare ancor l'altre giornate.
87. In sporta a ogniuni io porto in ogni lato
a casa sua la robba che han comprato.
88. Ecco il vin cotto qual'ha buon sapore
che in Roma non si trova lo migliore.
89. Ecco le fusa donne d'ogni sorte
eccetto che di quelle che son torte.
90. Per far alla cucina cosa degna
chiamate la mattina il stecca legna.
91. Chi vuol piccioni vo' gridando ogn'hora
ne pur piccioni magno in la bon hora.
92. Li diavoli ve giovano alle reni
et allo stomaco anco son boni.
93. Eccovi qua i granai belli e fini
guardate dentro quanti bei rubini.
94. Di tamarici porto i bei fiaschetti
al mal di milza col vin sono perfetti.
95. Ecco signori, qui specchi e pomata
empiastri per le grinze, acqua rosata.
96. Noi Bergamaschi gridamo veletti
e guadagnando più damo diletti.
97. Al lino vecchie a voi tocca il filare
et alle giovani che non han da fare.
98. Aguzzan l'appetito le telline
ma per mangiar son meglio le galline.
99. Scafi, scafati porto, e da scafare
come tu vuoi li potrai mangiare.
100. Li fichi secchi si e a buona derata
per un bajocco ne do una infilzata.
101. Aceto forte per far l'insalata
vado vendendo più d'una giornata.
102. Stagni, candelier, conche, caldare
acconcio non havendo altre da fare.
103. Chiave e serrature metto in porte
acconcio nove, e vecchie che son rotte.
104. Un buon fascio di legna in spalla porto
a chi ha freddo dona un gran conforto.
105. Carne di caccia, capriolo e cignale
per far pasticci questo carnevale.
106. Chi non mi vuole udir turi le orecchie
olà chi ha da vender scarpe vecchie.
107. O zitelle, i bei cimbali e tamburi
vi porto coloriti coi bei fiori.
108. Bicchieri fini di christal dorato
vi porta rotti il vostro rovinato.
109. Corone d'eban porto d'ogni sorte
comprate presto che son quasi scorte.
110. Chi vuol la medicina a mal di fianchi
mangino spesso questi cardi santi.
111. Penne da scriver ed inchiostro fino
vendo ad ogn'un per mio mal destino.
112. In strada sto per pigion non pagare
e col mio zingarin sto a lavorare.
113. Ostriche qui vi porto in abondanza
a ciò ch'ognun si possa aprir la panza.
114. Coperchi, tegami e pignatelle porta
l'asino mio e va di porta in porta.
115. Spingendo la carretta il rotatore
vassen per Roma facendo lavore.
116. Per riservar i piè zoccoli vendo
da l'humid' e ancor dal fredo horrendo.
117. La tela vendo come far si suole
e vo' cercando chi ha poche parole.
118. La paglia è cara, e legno non si trova
e per un giulio do una sedia nuova.
119. L'arenga è un pesce tanto saporito
ch'a bever il vin fa l'uomo ardito.
120. Non si trova né in Francia né in Spagna
migliorpresciutti che quei di montagna.
121. I fegatelli porto in questo piatto
e subito le vendo per buon patto.
122. Sal bianco, cascio, ricotta e buturro
vendo carne salata e sapon duro.
123. Un bel piatto di giorno, e di notte
grido or passticci caldi, or pere cotte.
124. Canne per acconciar giardini et horti
che soglion dar l'estate gran conforti.
125. Io vo vendendo talhora i marroni
un giulio il scorzo, ma son tutti buoni.
126. Chi vuol pasticci caldi fatti adesso
quest'è meglio mangiar, ch'arrosto e lesso.
127. Basilico con menta, e belvedere
andiam vendendo per denari havere.
128. Con fiocchi salati e ceci molli
do' spasso a' miei pensieri vani e folli.
129. Io vo gridando sol per darvi aviso
che vender vogli per minestra e riso.
130. Fettucce, stringhe, zagane e spillette
vado gridando agora e magliette.
131. Di muschio, di zibetto, e d'altri odori
son piene ste vesciche da signori.
132. Cartocci da conocchie per zitelle,
e anco servon per le vecchierelle.
133. Porto coralli al collo et alla mano
e grido, chi vuol comprare zaffarano.
134. A chi li duol la masella col dente
venghi da me che son mastro eccellente.
135. Biete, boragini, et latuche strette
vendo con petrosello et altre herbette.
136. Raponcioli, cicoria e ramolacci
vendo per l'insalata et altri herbacci.
137. Ecco castagne arrosto cotte adesso
chi le vuole calde mandi presto il messo.
138. In tavola vi porto quadro rari
e per un giulio l'un non son già cari.
139. Ha tal virtù il pan di rosmarino
ch'avanza ogni herba bevuta col vino.
140. O gran virtù dell'herba camomilla
se ne fa bagni et oglio, e si distilla.
141. Di carbon sacchi porto così poco
che mal con tutto accenderete il foco.
142. Ho camminato tutta questa notte
per portar fresche a Roma le ricotte
143. Ecovi qua l'oliva della Spagna
ma però chi ne vuol cara la magna.
144. Per un bajocco do un lunario novo
ne per questo niun guadagno io trovo.
145. Chi a piombo, ferraccio e la medaglia
i mostr' a me, che compro ogni anticaglia.
146. Trippa, trippa o donne per la gatta
e chi di voi ne mangia è molto matta.
147. Ecco le noci fresche da conciare
con il miele son buone da mangiare.
148. Scope, fantesche, che siate frustrate
che solo a civettar sempre badate.
149. Calzette, camisciole, e giupponcini
di bambage porto io per i puttini.
150. Eccovi i bei fagioli piccolini
per far buona insalata piccolini.
151. Porchette grasse, o là chi vuol comprare
che arrostite son buone da mangiare.
152. Ranocchie io porto belle e delicate
che dal pantano adesso l'ho cavate.
153. Con pasta, con cartine e con carotte
cavo i quattrini per comprar pagnotte.
154. Io mangio, e bevo e mi vivo in sollazzi
comprando vetro rotto, ferri e strazzi.
155. Chi vuol mangiar dopo pasto i marroni
mangi de' miei che tutti sono buoni.
156. Questi son fonghi belli e saporosi
ma molte volte ancor son tossicosi.
157. I matarazzi fo l'anno un migliaro
né pur in borsa mi trovo un dinaro.
158. Maestro son, e quasi architetore
e sturo chi a turato il cacatore.
159. Uccelli da cantar qui d'ogni sorte
li porto per fuggirli da la morte.
160. Di pettini di corna e calzatori
servendo vado a poveri e a signori.
161. Trappole e soffietti vo' gridando
et sempre così, vivo stentando.
162. Donne se pettinare il lin volete
il pettine da me haver potete.
163. Lupoli e sparci son grossi e belli
et è più l'herba che sei volte quelli.
164. Alli freschi citrioli tenerelli
per insalata porto molto belli.
165. Per far la faccia lustra, bianca e bella
sìadopra l'acqua della frascinella.
166. Ecco il bel aglio chi ne vuol comprare
son tutti grossi e buoni da servare.
167. Chi vuole presentar a donne pregne
portigli mandoline fresche e degne.
168. A scorzo vendo tutte le mie noce
son bone al peso per schiarir la voce.
169. Cocozze allesse, e fritte da mangiare
tolga chi si vuol bene rinfrescare.
170. Ecco li storni grassi e giovanetti
per far arrosti e metter in guazzetti.
171. Gridando vo' per Roma calde allesse
le mani spesso mi scaldo con esse.
172. Cerca il giudeo carico di straccietti
sfamarsi con ciavatte e ferri vecchi.
173. Facile, lesca, pietre e solfarello
vendendo io vo' in questo loco e in quello.
174. Gambari freschi, o la chi ne vuol cento
eran già vivi ma gli ha morti il vento.
175. O la, chi vuo comprare i solfaroli
per un quattrino ne do sei massoli.
176. A voi giovane, vecchie, e ancor zitelle
porto queste conocchie così belle.
177. Viciole grosse, cerase e grasnoni
vi vendo adesso che son tutti buoni.
178. Persichi grossi, gialli e coloriti
toglieteli che tutti son fioriti.
179. Raviole belle, bianche io vi porto
che a mangiarle danno gran conforto.
180. Delle canestre vendo oggi per Roma
dimani a casa ne faccio una soma.
181. Nespole a scorzo vi porto un bon sacco
compratene di grazia, ch'io son straco.
182. per dare odore ad ocqua o medicina
porto le rose e vendole a decina.
183. Latte quagliata, gioncata e fiorita
per rinfrescar l'estate è saporita.
184. Chi vuol gongole fresche a buon mercato
compri da me che ancor non ho mangiato.
185. A voi innamorati i bei schizzetti
per schizzar l'acqua rosa son perfetti.
186. Brugne secche vend'io e damaschine
che per levar la sete sono fine.
187. A chi vendo io questi lardaroli
per lardare gli arrosto da signori.
188. Favole io vi porto colorite
comprate presto che son fenite.
189. Ecco qui quel de li ovi, chi li compra
a chi ha la testa piena no i se conta.
190. E di giorno e di notte vado a torno
vendendo le castagne cotte in forno.
191. Ecco li ganci colti in bona vena
son buoni adesso che la luna è piena.
192. Correte donne ch'avete pulcini
a comprare questi nostri belli crini.
193. Io vi porto le mandorle ambrosine
che a mangiarle col pane son bonine.
194. Eccovi la nocchiata ben perfetta
che a mangiarla sì è una cosa eletta.
195. Vendo la pastinaca saporita
che in la padella fritta, a ber v'invita.
196. Vi porto in queste ceste gambarelli
che sono molto freschi e tenerelli.
197. Cappari, cappar vo' gridando ogn'hora
perché non li comprate in la bon'hora.
198. La farinella porto delicata
che a gl'amalati è cosa molto grata.
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