|
|
|
MISCELLANEA - BRIGANTI |
I PAPI E IL BRIGANTAGGIO
|
Nel 1461 Pio II emise una bolla contro i briganti, mentre nel 1505 una Costituzione di Giulio II stabilisce le pene contro di loro ed ordina la repressione del brigantaggio.
Pio IV e Pio V affrontano in modo energico il banditismo facendo obbligo ai baroni di sorvegliare il territorio in cui si annidano i briganti affinché i viandanti possano viaggiare tranquilli. Il papa ordina ai baroni di non dare ricetto ai banditi, vieta il rilascio di salvacondotti, ordina di espellerli dai loro territori e che non siano rilasciati senza il consenso del papa.
Al tempo di Gregorio XIII si calcola vi fossero intorno a Roma ventimila briganti.
SISTO V
Alla sua elezione, Roma era assediata da banditi, sicari, ladri, taglieggiatori, assassini, tagliaborse e quant'altro, al punto che né di giorno né di notte esisteva strada sicura.
Era uso che il giorno dell'elezione del papa fosse emanata un'amnistia; Sisto, ben lungi dal fare ciò, ordinò al contrario di giustiziare quattro malfattori.
Non si limitò a pubblicare editti contro i malfattori, ma si impegnò in prima persona per farli rispettare e in meno di un anno le strade di Roma furono ripulite.
Non solo i baroni dovevano combattere il banditismo, ma dovevano pagare anche i danni che questo arrecava e le taglie non sarebbero state pagate dallo stato ma dalla famiglia stessa del brigante o in alternativa, dal comune in cui questi era nato.
Esistono episodi significativi sulla severità si Sisto.
Una notte il brigante Fara bussò alla porta del Corpo di Guardia di Porta Salaria lasciando i suoi saluti. La cosa fu riferita al papa che convocò la famiglia del bandito e disse loro che se non glielo avessero consegnato, la sorte di Fara sarebbe toccata a loro.
Pochi giorni dopo la testa del bandito pendeva da Castel Sant'angelo in compagnia di tante altre che ornavano quotidiatamente i bastioni del castello.
Erano tante che rendevano l'aria irrespirabile, al punto che in una cronaca del tempo si legge: "Erano esposte più teste di banditi che cocomeri al mercato".
In tutto lo Stato pontificio, le forche si moltiplicarono e in particolare si racconta una storia su come Sisto intendesse condurre la lotta al brigantaggio.
Una banda aveva fatto irruzione in un convento di Tor de' Specchi uccidendo diverse suore e trascinando via le più giovani che furono rinchiuse in una casa nei pressi di Ponte Milvio.
La cosa fu riferita a papa Sisto. Egli si vestì da frate e cominciò a girare per la campagna finché si avvicinò al covo dei banditi. Fu da questi accolto con simpatia e gli permisero di confortare le povere suorine prigioniere.
Una sera, mentre sullo spiedo cuoceva un capretto arrosto, Sisto si offrì di girare lo spiedo e mentre girava ripeteva: Non andrà sempre così, non andrà sempre così...".
I banditi mangiarono e bevettero in abbondanza e a quel punto papa Sisto chiamò i gendarmi che erano appostati e i banditi furono tutti uccisi o catturati.
Nel 1585 si fa divieto di portare armi e si concede la grazia a chi farà catturare un brigante (la legge sui pentiti non è cosa di oggi, come si vede) o in alternativa si promette una ricompensa.
Così la testa del brigante Valente pende da Castel Sant'Angelo la vigilia di Natale dello stesso anno e quella di Lamberto Malatesta lo segue pochi mesi dopo.
Poco prima della morte di Sisto V il brigantaggio a Roma poteva dirsi debellato, ma alla sua morte rialzò la testa e nessun papa riuscirà più nell'impresa di soffocarlo.
Nel 1800 Pio VII fa impiccare a Piazza del Popolo numerosi briganti e nel 1821 emana un editto in cui ordina che le case dei banditi siano rase al suolo, tutti i beni confiscati e i parenti di primo grado esiliati.
Nel 1822 viene condannato alla fucilazione Francesco Ferri di Pozzaia per complicità con i malviventi.
Furono abbattuti i boschi vicino alle strade, dove i briganti si nascondevano e papa Leone XII ordinò di radere al suolo Sonnino, patria e rifugio di malfattori, dopo aver evacuato gli abitanti.
Dal 1824 al 1825 furono eseguite intorno a Roma 14 impiccagioni di briganti o loro fiancheggiatori.
Nel 1833 Gregorio XVI fece eseguire molte impiccaggioni, ma malgrado questo un corriere della Serenissima venne assalito e derubato nei pressi di Ponte Milvio.
Nel 1865 venne posta una taglia di cinquemila ducati sulla testa di Andreozzi, tremila per ogni capobanda e mille per ogni altro brigante. Questo bando fu letto in tutti i comuni, anche durante la messa.
| |
| |
|