Non poche furono le figure femminili che spiccarono in questo campo come capibanda. Si trattava a volte delle mogli dei capi che prendevano in mano le redini dell'impresa alla morte del marito o di donne che autonomamente decidevano di intraprendere questa strada insolita.
Si vestivano come gli uomini e dimostravano una ferocia pari se non superiore a quella dei loro colleghi. In alcuni casi se ne scopriva il sesso solo alla loro morte.
Le più note furono:

MARIA MONACO: unica brigantessa fucilata.
ROCCA RUSSO: uccisa durante un inseguimento.
ELISA, detta "la regina delle montagne": sembra fosse una bellissima donna. Una volta arrestata fu condannata all'ergastolo e questo la dice lunga sui crimini che doveva aver commesso.
RUPA: compagna del bandito Alonso detto Chiavone.
La moglie del brigante Cedrone: in uno scontro con i carabinieri, cadde saltando un fosso e un gendarme, scambiandola per un fanciullo provò ad aiutarla, ma la donna si avvinghiò al suo collo tentando di strangolarlo. Solo con l'aiuto di un altro gendarme riuscì a liberarsi dalla presa e dopo la sua morte si scoprì che era una donna.
La moglie del bandito Francesco Piazza, detto Cucciotto, un uomo, a quanto pare, efferato, dall'aspetto ripugnante lurido e ispido, che aveva formato una banda con tutti membri della propria famiglia tra i quali sua moglie che si distingueva per crudeltà.
L'arresto di questa banda fu una vera liberazione per la zona del frusinate.