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MIRABILIA - LUOGHI NOTEVOLI |
LA PRIGIONE DI TOR DI NONA
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Forzati al lavoro

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La famigerata prigione papale di Tor di Nona, edificio in precedenza destinato a fortezza dagli Orsini, era temutissima dai Romani; consisteva in una torre (con annessa casa di due o tre piani) così chiamata o per un fatto particolare accadutovi all'ora nona e poi dimenticato, o per l'annona, la tassa che gli Orsini facevano pagare a chi voleva attraversare il fiume lì davanti.
Tor di Nona si componeva di vari "bracci": quello della vita dove fu rinchiuso anche Cellini.
Il fondo, un cunicolo sotto terra dove si scaraventavano i rei dei delitti più gravi.
Una stanza di tortura, dove si praticava un tipo di tormento inventato da un Meneghini da Siena: la Veglia.
Questo consisteva nel mantenere desto in posizione scomodissima il reo anche per 60-80 ore, senza permettergli di assopirsi, fino, spesso, a causare la sua morte.
Nelle vecchie piante di Roma, l'edificio di Tor di Nona era indicato da una torre con una corda penzolante: la corda dalla quale pendevano, esposti ad ammonimento per il popolo, i giustiziati con un cartello su cui si leggevano nome, cognome e i reati commessi,
Il posto della Torre fu poi preso dal Teatro Apollo, anch'esso ora scomparso.
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