Vari erano i porti sul Tevere, ma tre essi il più bello era certamente il Porto di Ripetta.
Fu soggetto priviligiato da molti pittori di Roma che lo riprodussero più volte sia per la sua scenografia, sia pre il panorama che gli faceva da sfondo.
Già nella Roma antica le rive del Tevere erano affollate di banchine d'attracco e quando nel 1700 si mise mano alla costruzione del porticciolo, si trovarono tracce dell'attracco che dalle sponde del fiume permetteva di accedere ai giardini del mausoleo imperiale di Augusto e da lì si poteva raggiungere Campo Marzio e le zone edificate della città.
Il decadimento medievale conservò solo gli approdi dell'Isola Tiberina per le mercanzie e la Ripa Romea per i pellegrini.
Nel rinascimento, con lo sviluppo della città, le banchine ritrovate all'altezza della chiesa di San Rocco furono utilizzate per lo sbarco di merci formando uno slargo naturale su cui sorgevano anche i depositi delle merci in arrivo.
Roesler Franz - Il Porto di Ripetta

Che fosse un luogo desolato e malfamato è testimoniato da quel fatto di sangue che vide il figlio di Alessandro VI, il duca di Gandia, ucciso da suo fratello Cesare e gettato nel Tevere proprio in questo punto.
Dopo la costruzione delle chiese di San Rocco e di San Girolamo agli Schiavoni, la zona venne risanata anche per l'apertura della strada Leonina che arrivava da piazza del Popolo.
Piranesi - Prati di Castello visti da Ripetta

Divenne un luogo commerciale molto frequentato e già Sisto V aveva pensato di collegare con un ponte quella parte della città a San Pietro ma non fece in tempo a realizzarlo. Solo nel XVIII sec, Clemente XI decise di far sistemare l'approdo costruendo un vero e proprio porto fluviale.
Il Porto prima della demolizione

Il porticciolo venne ideato a forma di anfiteatro degradante sul fiume con due colonne ai lati che fungevano da idrometri.
Nel 1878 fu costruita una passerella in legno (ponte Ripetta) fra le due sponde che doveva servire al trasporto dei materiali per l'edificazione del nuovo quartiere Prati e furono gli stessi costruttori che spinsero per l'approvazione di un ponte in muratura, che poi si chiamerà Ponte Cavour.
Passeggiata di Ripetta

La costruzione di questo ponte, ma soprattutto la costruzione dei murraglioni del Tevere, decretarono la scomparsa definitiva del Porto di Ripetta.