Il lungo corridoio di mura che corre dal Vaticano a Castel S. Angelo, è, oggi Passetto di Borgo, un tempo veniva chiamato il Corridore de Borgo e serviva ai papi come rapido e sicuro percorso per rifugiarsi, in caso di pericolo, fra le mura protette di Castel S. Angelo.
Quando Totila re dei Goti riuscì ad entrare in Roma, nel 549, fece costruire un accampamento che chiamò Burg - Borgo, accanto a quella che era stata la tomba di Adriano.
Le mura di Borgo furono fortificate nell'852 da papa Sergio II per proteggere la città dalle pericolose incursioni saracene. Anzi, furono proprio i saraceni fatti prigionieri ad essere usati come manodopera per la costruzione.
Nicolò III, nel 1280 ordinò la chiusura degli archi nelle mura per renderle più difendibili.
Interno del Passetto

Nel 1389 Bonifacio IX si occupò della ristrutturazione e del consolidamento del complesso murario rendendolo percorribile e i lavori si prolungarono per quasi un secolo.
Al tempo dell'antipapa Giovanni XXIII (1410-1415) l'interno del Passetto fu utilizzato anche come luogo di punizione per donne adultere e pubbliche peccatrici.
Clemente VII lo percorse in tutta fretta sotto i bombardamenti durante l'assedio dei Lanzichenecchi nel 1527.
In seguito, con la fine delle incursioni barbare, il Passetto fu considerato quasi una struttura inutile e lasciato degradare.
Oggi è stato restaurato ed è visitabile.