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MIRABILIA - MIRACOLI E MAGIE



IL SANTO ACCATTONE



     Tale Giuseppe Labre di Amettes (Francia) avendo fallito nel suo intento di farsi frate, si mise a vagare per l'Europa visitando tutti i santuari e vivendo di accattonaggio per ben 13 anni, finché giunse a Roma.
Pare che fosse mezzo scemo, tanto che alcuni lo credevano sordomuto e per giunta, a quanto scrive padre Cotaro gesuita, su Civiltà cattolica nel 1860, in un articolo intitolato Un mendico glorificato, amava cibarsi dei rifiuti gettati dalle finestre, era completamente ricoperto di insetti e "fu veduto spesse fiate far lunga orazione in ginocchio presso alcune cloache di Roma per sentire il fetore che da esse esalava."

Correva il 1783 e Giuseppe si recò come al solito nella chiesa della Madonna dei Monti per fare le sue devozioni.
Stremato e febbricitante, cadde in deliquio e un devoto, Francesco Zaccarelli macellaio, che aveva casa lì vicino, lo soccorse e lo trasportò in casa sua dove il mendicante morì.
Il beccaio Zaccarelli, estasiato dalla "santa morte" del mendicante, cominciò a darsi da fare per far esporre il cadavere nella chiesa della Madonna dei Monti e fra la gente cominciò a spargersi la voce che il santo mendicante faceva miracoli.
In poche ore si radunò davanti alla chiesa una gran folla di gente.
Arrivarono i gendarmi per disciplinare l'afflusso e per impedire che i fedeli, tagliando ciascuno un pezzo di veste del cadavere come "reliquia", lo lasciassero nudo.
Alla plebe si succedettero nei giorni seguenti i nobili, diplomatici, cavalieri, dame e prelati tutti curiosi di vedere il santo mendicante che intanto aveva già fatto parecchi "miracoli".
Sepolto il morto dopo qualche giorno, si continuò a speculare con immagini, reliquie e quant'altro.
Dieci anni dopo, il mendicante venne fatto venerabile.
Passarono sessantacinque anni e sembrava tutto dimenticato quando Pio IX nel 1859 lo dichiarò beato.
La stanza della casa del Zaccarelli dove il mendicante Giuseppe era stato ricoverato nelle sue ultime ore di vita, fu trasformata in cappella e vi si celebrava messa.
Finalmente Leone XIII nel 1881 lo proclamò santo.



























 


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