Perimetro
Largo Arenula, via di Sant'Elena, via dei Falegnami, via in Publicolis, cia Santa Maria del Pianto, via Arenula, piazza Benedetto Cairoli, via dei Giubbonari, via dei Chiavari, piazza Sant'andrea della Valle, corso Rinascimento, piazza Madama, corso Rinascimento, via e piazza Sant'Agostino, via dei Pianellari, via dei Portoghesi, via della Stelletta, piazza in Campo Marzio, via della Maddalena, via del Pantheon, piazza della Rotonda, piazza di Santa Chiara, via di Torre Argentina, largo di Torre Argentina, largo Arenula.
Il rione deriva il proprio nome dalla chiesa di Sant'Eustachio ed era incluso nella IX Regio augustea.
Vi si trovavano gli antichi portici di Pompeo, costruiti a complemento del grande Teatro fatto erigere dal triumviro stesso tra i 61 e il 55 a.C.
Più a nord sorgeva l'Area Sacra di Piazzale Argentina i cui portici erano seguiti dall'Hacatostylon, un lungo portico dotato di cento colonne, mentre ad est sorgeva la Curia, dove fu ucciso Giulio Cesare.
Su questo territorio sorgevano anche le Terme di Agrippa e quelle di Nerone che presero il nome di Alessandrine dall'imperatore Alessandro Severo che le restaurò.
Durante il Medioevo vi ebbero dimora molte potenti famiglie romane e la zona si sviluppò in modo piuttosto disordinato, con vie strette e tortuose.
Durante il XV sec. l'esigenza di agevolare l'afflusso e il deflusso dei pellegrini che si recavano sempre più numerosi in S. Pietro, indusse Martino V a progettare un piano di risanamento e di riordino della zona, ma solo Sisto IV nel 1480 riuscì a mettere mano all'impresa; fece liberare i portici ed allargare le strade ed altri papi, dopo di lui, continuarono l'opera.
Pio IV iniziò la costruzione dell'Archiginnasio che si concluse con Alessandro VII nel 1665. Intanto erano stati edificati numerosi palazzi signorili, spesso con istoriazioni esterne ormai del tutto scomparse, e il quartiere divenne centro culturale grazie anche ai numerosi personaggi illustri che vi posero dimora.
Ricordiamo i Crescenzi, i Cesarini, i della Valle, i Tebaldi, i Cavalieri, i Giustiniani, oltre a molti cardinali, vescovi, prelati.
Tuttavia il rione continuò a mantenere il proprio carattere popolare, ricchissimo di confraternite di artigiani che ne hanno segnato la toponomastica: giubbonari, chiavari, chiodaroli, falegnami, staderari, pianellari ecc. Fra l'Archiginnasio (Sapienza) e Palazzo Madama vi erano gli uffici della Dogana (detta poi Dogana Vecchia quando Innocenzo XI la trasferì a Piazza di Pietra).
Anche qui gli sventramenti di fine '800 e del '900 hanno fatto notevoli danni: l'apertura di Corso Vittorio Emanuele II, la creazione di Corso Rinascimento, la costruzione di nuovi palazzi hanno sacrificato strade e chiese che oggi non esistono più.
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