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LUOGHI - RIONI



PRATI







Perimetro

     Piazza Adriana, via Alberico II, via Properzio, piazza A. Capponi, Via S, Porcari, piazza del Risorgimento, Città del Vaticano, via Leone IV, via delle Milizie, piazza delle Cinque Giornate, lungotevere Michelangelo, lungotevere dei Mellini, lungotevere Prati, lungotevere Castello, piazza Adriana

     I "Prati neroniani" o Horti Domitiani andavano da Monte Mario al Tevere ed erano sede di grandi ville suburbane; vi si trovava il Gaianum, l'ippodromo privato di Caligola e la Naumachia Vaticana, uno stadio utilizzato per le manifestazioni sportive.
I Prati erano percorsi dalla Via Triumphalis che partiva dal Pons Neronianus (a valle del Ponte Vittorio Emanuele) per collegarsi alla Via Cassia.
La sua posizione a ridosso di Castel Sant' Angelo ne fece poi una zona strategica dove si accampavano, fuori delle mura urbane, le orde di barbari o comunque le milizie che scendevano a Roma.
Prati di Catello, lo dice il nome, era fino a poco più di un secolo fa, una distesa pianeggiante coperta di prati, di vigne, di boschetti, costellata di osterie e di rari casolari dove i popolani usavano fare la "gita fuoriporta", finché nel 1888 iniziarono i lavori di edificazione. E' l'unico rione costruito interamente dopo l'unità d'Italia.
La comunicazione con l'altra sponda del Tevere era garantita dai "barcaroli" che facevano la spola tra il Porto di Ripetta e l'altra sponda del fiume con grossi zatteroni ancorati ad una corda tesa tra le due rive.

     I progetti per una edificazione della zona esistevano già al tempo di Pio IX, ma solo dopo il 1871 si ebbe un massiccio acquisto di terreni da parte del solito Mons. De Merode, già grande speculatore dell'area intorno a via Nazionale, che intuì come il futuro sviluppo urbanistico non avrebbe potuto ignorare questa parte della città.
Ben presto si formò un consorzio di finanzieri che si aggiudicarono la proprietà di tutta la zona e che riuscì a far approvare dal Comune un Piano Regolatore che vi prevedeva la costruzione di un nuovo quartiere.
Il primo nucleo del quartiere sorse attorno all'attuale via Vittoria Colonna (allora via Reale) e nel 1877 ebbero inizio i lavori per la costruzione del Ponte di Ripetta (Ponte Cavour) necessario per collegare Prati al centro della città.

     Prati di Castello fu prescelta per la costruzione del nuovo Palazzo di Giustizia e di molte caserme e ben presto, col popolarsi progressivo del quartiere, furono costruiti altri ponti indispensabili per la viabilità cittadina: Ponte Regina Margherita, e Ponte Umberto.
Il quartiere, destinato inizialmente ad un ceto impiegatizio della media borghesia, è oggi una zona commerciale e direzionale, ambita per uffici e studi professionali.
La sua nascita così recente lo rende un rione povero di testimonianze artistiche, tuttavia segnaliamo alcuni siti di qualche interesse.
Tra di essi la Chiesa del S. Cuore del Suffragio, costruita agli inizi del '900 in un discutibile stile pseudo-gotico ad imitazione del Duomo di Milano, assolutamente avulso da qualunque senso dell'armonia con il contesto architettonico non solo del quartiere, ma che ormai fa parte del Panorama.



























 


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