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LUOGHI - RIONI



MONTI







Perimetro

     Piazza Porta S. Giovanni, Piazza S. Giovanni in Laterano, Via Merulana, piazza S. Maria Maggiore, piazza Esquilino, via Depretis, via delle Quattro Fontane, via del Quirinale, piazza del Quirinale, via XXIV Maggio, via Quattro Novembre, via Magnanapoli, Foro Traiano, via dei Fori imperiali, via Nicola Salvi, via di S. Giovanni in Laterano, via S. Stefano Rotondo, via della Navicella, via della Ferratella, via dei Laterani, via Amba Aradam, Piazza San Giovanni in Laterano.

     Il Rione Monti era il più vasto di Roma comprendendo, oltre l'attuale, i territori dell'Esquilino, Castro Pretorio e Celio che furono scorporati nel 1874.
Era disposto su tre colli: il Laziale, il Nunziale, il Salutare. Sul primo si erge la chiesa dei SS. Domenico e Sisto (Magnanapoli), sul secondo sorge Villa Aldobrandini (Via Nazionale), sul terzo sorgono i Giardini Colonna (via 24 Maggio).
Dall'epoca romana ad oggi il rione ha subito profonde modificazioni, ma si possono trovare ancora testimonianze delle antiche strutture, quali le Mura Serviane a Largo Magnanapoli, le mura Aureliane, l'acquedotto Claudio, la Domus Aurea a Colle Oppio, e le Terme di Tito e di Traiano.
Principalmente il rione era zona di edilizia popolare e costituiva la Suburra, un quartiere di piccole bottege artigiane e di piccoli esercizi commerciali quale sostanzialmente è rimasto.
Via Labicana costituiva al tempo di Augusto l'asse viario principale della III regio. Nella Suburra compresa entro le Mura Serviane abitarono Giulio Cesare e Pompeo.
Mecenate edificò la sua villa su Colle Oppio dopo aver bonificato la zona, cimitero di ladri e prostitute, e compiendo forse la prima speculazione edilizia della storia, tanto che il colle divenne zona ambita dalle famiglie aristocratiche per la sua salubrità. Nel Laterano erano le case dei Pisoni e dei Laterani.

     Nel territorio esistevano ben sette terme: Le Terme di Diocleziano, quelle di Costantino, le Terme di Tito, di Traiano, i Balnea Pauli, i Balnea Filippi, quelli di Olimpiade e di Novato.
Traiano fece costruire le sue terme sulla Donus Aurea di Nerone per cancellare ogni ricordo del tiranno, copmpiendo un'opera di interramento dei vani sottostanti che lasciò però dei vuoti che andarono a formare caverne.
Durante il Rinascimento molti artisti, sentendo parlare di favolosi decori che ornavano queste caverne, andarono personalmente ad esplorarle scoprendo su quelli che un tempo erano i soffitti della Domus, straordinari affreschi. Questo tipo di affreschi venne ripreso, praticamente identico, per creare un nuovo stile decorativo, quelle grottesche che ritroviamo in moti edifici rinascimentali e post rinascimentali.

     Durante l'alto Medioevo Roma conobbe secoli di spopolamento che interessarono anche questa zona; solo più tardi, nei primi secoli dopo il Mille, vi sorsero le torri delle famiglie eminenti (Conti, Cerroni, Capocci, Cimarra, Ciancaloni) che sorvegliavano le strade d'accesso al Laterano (allora sede dei papi) e alla città. Intorno a queste torri si ricostituirono agglomerati di abitazioni e il rione tornò a popolarsi.
E' nota la rivalità di questo rione con l'altro, pure grande e popolato, di Trastevere; tra gli abitanti di questi due rioni era quasi guerra aperta e quando si incontravano scorreva il Sangue. Frutto di questa rivalità era la partita a rocci una violenta sassaiola che si svolgeva fra bulli trasteverini e monticiani al Campo Vaccino (Foro Romano). Ecco una tipica stornellata

Sò de li Monti,
e devo fà la guera
a li Popolanti.
Si vengo giù, perdio,
famo li conti

     L'infaticabile Sisto V (1585 - 1590) tracciò un piano viario imperniato intorno a S. Maria Maggiore che venne ad essere collegata, attraverso via Merulana (o Gregoriana) a S. Giovanni in Laterano e, tramite via Felice, (ora via Depretis, Quattro fontane, Sistina) a Trinità dei Monti. L'idea sarebbe stata di interlacciare fra di loro le grandi basiliche romane, opera che Sisto non riuscì a compiere.
Tra il 1860 e il 1964 mons. De Merode iniziò la lottizzazione dei terreni di sua proprietà (vedi Castro Pretorio) dando il via ad una intensa speculazione edilizia. Le grandi famiglie romane completarono il saccheggio di Roma cedendo alcune tra le più belle ville della città, demolite per far posto al cemento urbano.
Durante lo sventramento operato dal 1924 al 1930 per riportare alla luce i Fori, furono distrutti i quartieri medievali che vi sorgevano dando un carattere del tutto diverso alla zona.



























 


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