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LUOGHI - PONTI



IL TEVERE







     La storia del Tevere è anche la storia di Roma, dei suoi ponti e dei suoi porti.
Chi conosce la storia di Roma ha già un'idea dell'importanza che questo fiume rivestiva per la città fin da tempi antichissimi: fornitore di acqua, confine della città, baluardo contro i suoi nemici, il Tevere accompagna la storia di Roma fin dalle sue più remote origini.
Secondo la leggenda, il dio Tiberino, nume tutelare del fiume, apparve in sogno ad Enea, sbarcato sulle coste del Lazio, e gli indicò il cammino da seguire e le alleanze da stringere affinché si compisse il volere degli dei e dalla sua stirpe discendessero i futuri fondatori dell'Urbe.
Il Tevere, allora navigabile, favorì i rapporti tra le genti latine, sabine, etrusche.



LUNGO IL TEVERE

Anesi - Veduta del Tevere



     Il più antico porto, il Tiberinus , fu attivo dall'età repubblicana fino ai primi decenni dell'impero sulla riva sinistra dove la città era sorta e si era estesa. Furono realizzati anche due porti artificiali alla foce, dagli imperatori Claudio e Traiano che facilitavano il trasporto delle merci per mare.

Nel Medio Evo gli approdi si spostarono sulla riva destra a causa dell'afflusso dei pellegrini che raggiungevano Roma via mare. Il primo porto di Ripa già alla metà del 1300 aveva gli Uffici della Dogana e un Arsenale per la marineria pontificia.
Ricostruito da Innocenzo XII nel 1692, prese il nome di Ripa Grande, per distinguerlo da quello più piccolo di Ripetta, e divenne la zona portuale più importante della città sino alla metà del 1800.



Il Porto di Ripa Grande



     Il Porto di Ripetta sulla riva sinistra, venne adibito prevalentemente al trasporto della legna.



Il Porto di Ripetta



     Quello di Borgo Leonino, sulla riva destra, al trasporto del travertino e del materiale occorrente alla Fabbrica di San Pietro.



Il Porto Leonino



     Le rive del Tevere si andavano popolando di vascellari, cupellari, conciatori, mulinari, artigiani il cui mestiere richiedeva l'uso dell'acqua, e di barcaroli, scaricatori, sensali nei pressi degli approdi.
Gli acquarenari dissetavano la popolazione raccogliendo e depurando l'acqua del Tevere, argillosa ma non ancora inquinata.

I Romani amavano il loro fiume ma lo temevano anche, quando le sue piene portavano inondazioni, distruzioni, pestilenze e morte. Le piene riportate dalle cronache fin dall'antichità sono innumerevoli, ma in particolare l'ultima, quella del 1870, tre mesi dopo la presa di Roma, indusse il governo a risolvere il problema.
I lavori per la costruzione dei muraglioni iniziarono nel 1876 e terminarono nel 1926 determinando la scomparsa di tutte le costruzioni che sorgevano sulle rive e cambiando l'intero panorama del percorso fluviale nella città.



GEOGRAFIA DEL TEVERE



     Cominciamo a conoscere il Tevere lungo il suo corso, dal punto di vista geografico.
Ha una lunghezza di 405 Km a partire dalla sua sorgente, sul Monte Fumaiolo, nell'Appennino tosco-emiliano. Scorre per un tratto in Toscana, quindi in Umbria attraversando il grande bacino alluvionale denominato Val Tiberina.
Scendendo verso sud si ingrossa per l'apporto di diversi affluenti tra i quali i più importanti sono la Nera, l'Aniene e il Farfa, prosegue verso ovest attraversando Roma, stretto fra alti argini, fino alla foce dove si divide in due rami che racchiudono l'Isola Sacra; il ramo di sinistra, a sud, lambisce i resti di Ostia antica e termina con la foce naturale del fiume; quello di destra costituisce il canale artificiale di Fiumicino, navigabile, che permette alle piccole imbarcazioni di raggiungere il Porto di Roma (San Paolo).



























 


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