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LUOGHI - PONTI



PONTI ANTICHI







     Per molto tempo i Romani rimasero entro i confini della sponda sinistra Tevere, poi sentirono la necessità di espandersi oltre il fiume; era necessario che il passaggio delle acque verso la sponda opposta, spesso tutt'altro che calme durante le piene, fosse più sicuro dei traghetti o delle barche o delle zattere che sino ad allora si erano usate.
Mancavano i ponti. E i romani divennero grandi costruttori di ponti, non soltanto a Roma ma in tutti i territori da loro conquistati.
Ponti costruiti in modo semplice e sicuro, tanto che ancora oggi, dopo oltre 2000 anni, alcuni sono ancora in uso.

    I "Pontifices"

     Il ponte non era una semplice costruzione architettonica ma un legame fra una riva e l'altra, il mezzo per superare un ostacolo naturale e assunse nel tempo un aspetto sacrale e simbolico.
Il ponte è sacro anche perché l'acqua è sacra; l'acqua, elemento indispensabile per la vita, tanto che tutte le antiche civiltà sono nate e si sono sviluppate sulle rive dei fiumi.
I costruttori di ponti, chiamati pontifices formavano una vera e propria corporazione che teneva segrete le tecniche di costruzione tramandate di padre in figlio. Per loro fu creato il Collegium pontificorum (Collegio dei costruttori di ponti) al quale furono attribuite funzioni sacerdotali.
Da pontifex (artefice di ponti) prese il nome la massima autorità religiosa pagana e poi cristiana, il Pontefice, "ponte" tra l'uomo e Dio.



























 


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