E' il più imponente dei palazzi del Corso; la struttira originaria risale agli inizi del '500, costruita dal cardinale Giovanni Fazio Santoro il quale ne era così orgoglioso che non perdeva occasione per parlarne.
Il papa Giulio II, incuriosito, volle vederlo e ne restò entusiasta al punto che impose al prelato di regalarlo al nipote Francesco Maria della Rovere.
Il cardinale obbedì ma ne morì di crepacuore.
In seguito il palazzo passò agli Aldobrandini e da questi, per matrimonio, ai Pamphilj estinti nei Doria.
Il grandioso edificio fu costruito gradatamente nell'arco di tre secoli; il fronte, su via del Plebiscito, fu eretto da Paolo Anesi nel 1643. la facciata su Piazza del Collegio Romano di Antonio del Grande, fu eretta nel 1660; la facciata sul Corso, di Gabriele Valvassori, fu completata nel 1734; Il fianco su Via della Gatta fu completato da Andrea Busuru Vici nel 1890.
Palazzo Doria-Phampilj - Galleria degli specchi

All'interno del palazzo vi è la Galleria Doria Pamphilj che contiene numerose opere d'arte.
Il fasto dei saloni, delle logge, delle gallerie, è paragonabile a quello di una reggia, tanta è la magnificenza di decori profusa negli interni.