Via delle Quattro Fontane, 13
Divenuto papa nel 1623 col nome di Urbano VIII, Maffeo Barberini decise di costruire un grande palazzo degno della sua famiglia.
Il luogo scelto era allora ai margini della città, vicino alle rovine di un tempio e perciò l'architetto Carlo Maderno progettò l'edificio come una villa di campagna, con ali che si estendevano nei giardini circostanti.
Maderno morì nel 1629, poco dopo la posa delle fondazioni e gli successero Borromini e il Bernini. I lavori furono terminati nel 1633.
Notevole la Scala elicoidale con colonne binate, opera del Borromini e lo scalone a pozzo quadrato adorno alle pareti di rilievi romani, per il quale si accede alla Galleria Nazionale d'Arte antica che si sviluppa su due piani e raccoglie opere databili dal XII al XVII secolo.
Fra di esse la Fornarina di Raffaello e due opere di Caravaggio: Giuditta taglia la testa ad Oloferne e Narciso, opere di El greco, Filippo Lippi e Guido Reni.
Affreschi di Pietro da Cortona

Nel salone del primo piano, in grandioso affresco opera di Pietro da Cortona: Il trionfo della Divina Provvidenza.