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IL PANTHEON







Questo monumento che Michelangelo definì disegno angelico e non umano, deve la propria creazione a Marco Vespasiano Agrippa, genero di Augusto, ammiraglio, console ma anche edile.
Il tempio è dedicato a tutti gli dei (pan-theon) ed in particolare alle sette divinità planetarie.
Inizialmente era a pianta rettangolare orientato verso sud; nell'80 d.C. fu restaurato da Domiziano dopo un incendio e tra il 118 e il 125 Adriano lo rifece completamente dandogli l'aspetto attuale: la forma rotonda con copertura a cupola e pronao anteriore con timpano orientato a nord ed elevato su basamento con alcuni gradini, in fondo ad una piazza rettangolare circondata da portici.



Il Pantheon con le "orecchie d'asino"



     La facciata è formata da otto colonne di granito frigio con capitelli corinzi ed ha un frontone triangolare ornato in origine da fregi bronzei. Sull'architrave è posta la scritta "M. AGRIPPA L.F.COS.TERTIUM FECIT" (Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta, fece) e più in basso un'iscrizione che ricorda i restauri effettuati da Settimio Severo e Caracalla.

Le colonne del pronao dividono lo spazio in tre navate: in fondo alla navata centrale vi è il portale d'ingresso, in fondo a quelle laterali vi erano le statue di Augusto e di Agrippa.
All'interno, la cupola ha un diametro di 43,30 m., più grande di quella di San Pietro e consta di cinque ordini di cassettoni che si restringono verso l'alto; alla sommità vi è un grande oculo (dai romani chiamato "occhialone") del diametro di 9 m.
Il basamento è a due ordini: quello inferiore ha un'abside, sei esedre e otto edicole che contenevano le statue degli dei.




























 


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