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CAMPIDOGLIO







     E' il più piccolo dei colli romani, ma anche il più illustre perché è stato sempre cuore della città e sede del governo cittadino.
Sulla sua cima, in corrispondenza della piazza michelangiolesca, si innalzava il Tempio di Giove Capitolino Ottimo e Massimo di cui rimangono pochi resti.
Nell'area occupata dalla chiesa dell'Aracoeli c'era l'arx, la rocca con il Tempio di Giunone Moneta e il Tempio della Virtù, allora accessibili dal Foro. Percorrendo Via del Teatro Marcello si possono ancora vedere, sul fianco del colle, resti di abitazioni romane e più oltre, seguendo il vico Jugario, i massi della Rupe Tarpea.
La piazza del Campidoglio, disegnata da Michelangelo, non è grande ma proporzionata e in perfetta armonia con gli edifici circostanti. All'ingresso della piazza i due Diuoscuri (Castore e Polluce), statue di tarda età imperiale e nel centro la statua equestre di Marc'Aurelio.
Al centro il Palazzo Senatorio dove espletava le sue funzioni il Senatore, una sorta di Sindaco nominato a vita dai patrizi romani.

     Nella parte anteriore la fontana cinquecentesca di Matteo Bartolani con una grande nicchia dove è collocata la statua di Roma Trionfante che è invece una Minerva del I sec. d.C.
Ai lati le statue del Nilo con la sfinge e del Tevere con la lupa.
La facciata è costruita su disegno di Michelangelo; dei due piani, il pimo è di Giacomo Della Porta, il secono i Girolamo Rainaldi. A destra il Palazzo dei Conservatori e a sinistra il Museo Capitolino, anch'essi su disegno di Michelangelo.

     La Torre campanaria con l'orologio e una statua di Roma, è di Martino Longhi il Vecchio. La "Patarina" la famosa campana che veniva suonata per convocare i comizi pubblici; fu tolta ai viterbesi nel 1200 ed è ora sostituita da altre campane più moderne.
Una leggenda vuole che nelle fondamenta del Tempio di Giove Ottimo e Massimo siano state sepolte immense ricchezze mai ritrovate.

     Il popolino lo chiamava "Monte Caprino" quando vi pascolavano le capre, o "Monte Fabatosta" perché vi si vendevano le fave, uno dei cibi preferiti dei romani.
Vi governò Cola di Rienzo, ucciso dalla stessa folla che lo aveva acclamato, vi fu incoronato poeta Petrarca ed era luogo di giustizia per i nobili condannati a morte.



Il Palazzo dei Conservatori



Statua equestre di Marc'Aurelio






























 


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